Un elenco infinito di ipotesi, una sola certezza: in due giorni sarà difficile trovare un sostituto all'altezza

di Leonardo Mazzeo

ROMA - La telenovela Keita è finita, a qualcuno ha lasciato l'amaro in bocca, qualcun altro invece è contento così. Fatto sta che la partenza del senegalese ha sicuramente lasciato un'altra cosa: una casella vuota nel reparto offensivo. Lo sa bene Inzaghi, che più volte in conferenza stampa ha invocato un sostituto del suo numero 14, qualora fosse partito. Di più: un sostituto che potesse garantire lo stesso aiuto che dava Keita. E ora bisogna vedere se la società riuscirà ad accontentarlo.

Claudio Lotito e Igli Tare

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TOTONOMI

La Lazio, proprio in questi minuti, sembra aver chiuso due colpi: Neto e Jordao, entrambi giovani ed entrambi provenienti dal Braga. I loro acquisti, comunque non ne escludono un altro: da i nomi della scuderia Mendes (Cavaliero, Helder Costa e Gonçalves), passando per Niang (che sembra vicinissimo al Torino), Brahimi, Bergwijn, fino ad arrivare a Nani, il nome più caldo. E  potrebbe benissimo spuntare fuori un altro nome e concretizzarsi in una trattativa-lampo, come spesso accade nel rush finale del calciomercato. Certo è che adesso il tempo è veramente poco, e si rischia di strapagare un giocatore, oppure di prenderlo con troppa fretta, senza le necessarie valutazioni. Che richiedono tempo. E due giorni (poco più di uno, ormai) sembrano obiettivamente troppo pochi per trovare un giocatore che possa dare quello che dava Keita. Come aveva chiesto Inzaghi.

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OCCASIONI MANCATE

Un giocatore giusto per sostituire Keita poteva essere, ad esempio, il Papu Gomez: la perfezione. Perfetto perché adatto a giocare in quel ruolo, perché esperto e in piena forma, abituato a giocare in Serie A. Un nome che avrebbe fatto gola anche alla piazza, un uomo-spogliatoio. E invece niente. Un altro profilo interessante poteva essere quello di Falcinelli, ma è rimasta solo una voce: il giocatore con tutta probabilità resterà al Sassuolo. Anche Gabbiadini avrebbe potuto fare al caso della Lazio, ma il suo agente ha detto che non si muoverà. Erano questi però, a nostro avviso, i profili che la Lazio doveva tenere più sotto osservazione. Perché con il solo Immobile certo del posto, con Felipe Anderson adattato a seconda punta e Luis Alberto più trequartista che altro, Inzaghi si ritrova con l'attacco quasi spuntato.

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L'unico tra i nomi usciti negli ultimi giorni che può essere abituato al nostro campionato è Niang, che però non è propriamente una seconda punta, che ultimamente si è anche perso e che, tra l'altro, sembra ormai destinato a vestire la maglia granata.  Gli altri non hanno mai giocato in Serie A. Andrebbero aspettati, e per farlo serve del tempo che Inzaghi, al momento, non ha: la massima serie ha preso il via, tra poco toccherà all'Europa League. Chissà se un ex Manchester United potrà fare al caso di Inzaghi. Tra tutti i nomi, forse, è quello più convincente: CONTINUA A LEGGERE

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