L'ex difensore biancoceleste André Dias si racconta in un intervista, e parla anche della sua avventura alla Lazio.

ROMA - Ricordate André Dias, difensore brasiliano che militò nella Lazio, dal 2010 al 2014, anni difficili per i biancocelesti conditi però dal trionfo storico del 26 maggio 2013 in finale di Coppa Italia contro i cugini. L'ex San Paolo colleziona con la Lazio 131 presenze e 6 gol, e forma con Giuseppe Biava una delle migliori coppie di difensori centrali della laziale. André Dias che ha chiuso la sua carriera proprio con l'aquila sul petto ha voluto raccontare la sua storia in un'intervista rilasciata a Esporte Uol: "Dopo la Lazio stavo aspettando qualche proposta, ma non arrivava. Non dico che fosse colpa del mio procuratore, ma penso che avesse alcune responsabilità. Ha detto che stava per cercare offerte in Serie B, ma non volevo. Alla fine erano passati sei mesi e il mio agente non aveva chiamate. Io avevo problemi al ginocchio, non mi allenavo da parecchio, per cui ho iniziato a prendere peso, adagiandomi". Dopo i problemi fisici le ipotesi di ritorno in Brasile: "Mi chiamarono Mano Menezes e Edu Gaspar, dicendomi che avevano venduto Cleber Reis. 'Sappiamo che stai tornando al San Paolo, ci serve un difensore'. Non era vero che stavo andando lì, per questo fui molto sincero. Gli dissi che erano mesi che non mi allenavo e avevo un problema al ginocchio che andava trattato, che avrei mentito dicendo che ero pronto per giocare. Apprezzarono la mia sincerità, ma non avevano il tempo di aspettarmi. L'unico club in cui potevo andare dopo la Lazio, comunque, è stato il Corinthians". Ritiro dal calcio a 21 anni? Quando militava nel Flamengo e pensò di lasciare subito il calcio: "Quando ho lasciato il Flamengo, ho pensato di smettere. Il giorno in cui andai a regolare i conti, il direttore finanziario mi disse una cosa tipo: 'André, le cose stanno così. Hai 21 anni, un po' di soldi. Rimettiti a studiare, il calcio non fa per te. Non l'hai ancora capito?'. Mi arrivarono le proposte del Ponte Preta e del Paysandu. Scelsi il Paysandu. Quello fu uno spartiacque. Mi dissi che avrei giocato e avrei visto come andava. Se andava bene, avrei continuato, altrimenti mi sarei messo a studiare". L'arrivo alla Lazio: "Mi sono detto 'com'è possibile che abbia lasciato il San Paolo per una squadra a rischio, con i suoi sostenitori inferociti?' Lì per lì ho pensato di aver fatto la scelta peggiore possibile. All'epoca non fu facile, la Lazio di adesso è più forte. All'epoca l'unico brasiliano era Matuzalem, al mio arrivo era infortunato e stava facendo fisioterapia all'estero. Nessuno parlava il portoghese, io non capivo l'italiano e non sapevo né l'inglese né lo spagnolo. I primi sei mesi sono stati orribili. Poi ho iniziato ad adattarmi. Impari la lingua e le cose vanno da sé...".
André Dias

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