Ieri la Curva Nord lo ha attaccato per una rispostaccia ad Acerbi dopo il gol subito contro la Samp. Lui su Instagram mostra il video della sua verità. Poi esce pure allo scoperto una vecchia lettera del padre dopo il derby, quando iniziarono le prime difficoltà
ROMA - Ha parato oggi le critiche alla sua maniera. Un #bla, #bla, #bla su Instagram in cui mostra la delusione per la rete subita e allegato un frame con la sua verità. Il motivo? E' una risposta a una strigliata arrivata ieri a Strakosha dalla Curva:
Ennesimo pareggio, il quarto consecutivo in campionato con la Samp. Ieri la Nord ne ha avute per tutti, ha salvato Acerbi: "E' un giocatore che per storia, impegno e determinazione, è da prendere da esempio, anche se è arrivato da poco tempo. Mi ha fatto impressione vedergli dire a Strakosha, giustamente, per uno sbaglio evitabilissimo al 99': 'Ma che hai fatto?' E lui si è girato e col dito gli ha detto stai zitto, un ragazzino che fa così non esiste. Mi auguro che nello spogliatoio sia successo qualcosa, il portiere in questione ha fatto tante volte gli stessi errori. Un difensore di esperienza è normale che gli chieda a 40' secondi dalla fine perché rinvia e non perde tempo, lui si permette di rivolgersi così, lui che l'anno scorso ci ha fatto perdere la qualificazione per un rinvio con l'Inter”, le dure parole del capo degli Irriducibili Fabrizio Diabolik.
Forse un caso, forse no. Oggi in Grecia esce invece un'intervista di papà Fotaq, pronto a parare insieme al figlio Thomas le critiche piovutegli addosso nell'ultimo periodo, al portale athletestories:
"Sto tornando dallo stadio dopo un sentitissimo derby Lazio-Roma, l’ennesima partita che t’ ho visto giocare e sto ancora tremando. Mi meraviglio perché non avrei mai immaginato che potessi provare più angoscia rispetto a quella che c’avevo io come calciatore, ma alla fine niente è paragonabile allo stress con cui convivo quando giochi te. Magari se non fossi stato un portiere l’ignoranza sarebbe stata di grande aiuto, purtroppo come ben sai non è così. Fatto sta che conoscendo la posizione così bene, sono sempre incredibilmente preoccupato per tutto ciò che può accadere in ogni momento. Sto pensando al desiderio immenso di mettermi nei panni tuoi non per i momenti di gloria, quelli son tutti per te. Sto parlando dei momenti difficili, specialmente quelli. Sto sognando di essere al posto tuo, sto pensando a come avrei reagito io come portiere, come avrei gestito certe situazioni, soprattutto voglio assumermi tutte le responsabilità come padre. Credimi, lo so che non funziona così figlio mio, ma come si dice nei posti in cui son cresciuto 'ricompensa senza fatica la puoi ricevere solo dal padre o dal cane'".
"Il tuo approccio al calcio è stato più o meno il sogno di ogni padre. Sei cresciuto avendo me come il tuo idolo, come punto assoluto di riferimento. Debbo confessarti che la mia soddisfazione più grande è stata tornare a casa e trovarti vedere e rivedere le mie parate più importanti sul video, tratte da quel omaggio che m’ha fatto una trasmissione sportiva. Da allora avevo capito la tua determinazione, avevo concepito la tua voglia immensa di affermarti nel mondo del calcio. Dio, quanto sei stato determinato… Già da dieci anni hai cominciato a salvaguardare te stesso, la tua dieta, il tuo riposo, hai organizzato tutta la tua vita al fine di essere al meglio in allenamento. Prima al Panionios, dopo ti ho preso con me all’APOEL. In Cipro ho capito per bene che non era solo determinazione, ma la tua passione, il tuo sogno. Mi sono reso conto che t’impegnavi sempre di più, che volevi questo dalla tua vita. Ascoltavi e soprattutto seguivi sempre i consigli dei tuoi allenatori, cercavi di correggere le tue debolezze, di colmare le tue lacune. Lì ho avuto pure io il tempo necessario e la fortuna di occuparmi di te, di aiutarti a migliorare, di trasmetterti tutto quello che avevo dalla mia esperienza calcistica. L’unica cosa che ti mancava era l’esperienza. Dopo un breve ritorno al Panionios è arrivata la chiamata della Lazio e l’Italia"
"Non scorderò mai il viaggio familiare in Italia quand’eri giovanissimo e siamo stati agli allenamenti del mio amico Dimitris (ndr Eleftheropoulos) a Trigoria. Tornati a casa hai scritto dietro ad una foto – a Piazza del Popolo se non sbaglio – 'questa volta da turista, la prossima da calciatore protagonista'. Te la sentivi da allora Tommaso. Nonostante la tua giovane età e le mie fobie riguardo la tua acerbità, sei rimasto per 5 anni da solo in un paese straniero, hai lavorato sodo e ci sei riuscito ad importi come il portiere titolare di una grande squadra come la Lazio. In una delle più grandi società europee hai già conquistato una coppa ed una supercoppa italiana. Nel frattempo, hai scelto d'indossare la maglia nazionale dell’Albania, una scelta che ho appoggiato al cento per cento ed ho già difeso 73 volte. Si tratta di una scelta che condivido al pieno e mi ha reso orgoglioso perché conosco benissimo i tuoi motivi. Hai scelto il paese d’origine dei tuoi genitori rispettando le nostre radici. So per certo che sia te che tuo fratello rispettate e adorate la Grecia, e proprio per quello che rispetto immensamente la tua scelta".
"Ormai hai aperto le tue ali e stai volando, figlio mio. Ti meriti tutto ciò che stai vivendo, è tutta opera tua ragazzo mio. Devo ammettere che sto ammirando il tuo carattere. A prescindere da quanto sia stato severo con te in passato, stanne certo che la mia soddisfazione è enorme, il mio orgoglio è inimmaginabile perché sei un ragazzo coi piedi per terra. Sono fiero di te, stai inseguendo i tuoi sogni conquistando i tuoi obiettivi personali l’uno dopo l’altro. Si dice che il regalo più importante che possa dare un padre al figlio è farlo diventare migliore. Noi ce l’abbiamo fatta figliolo. Dovresti solo goderti il viaggio per tutto il suo percorso, nel bene e nel male, si tratta di un magnifico viaggio che pochi hanno la fortuna di vivere. Io spero soltanto, che insieme alla tua amatissima madre Adelina, abbiamo costruito le solide basi per farti stare sereno ad un livello così alto. È una grande soddisfazione sapere che tu sia felice nonostante abbia scelto una strada non facile e mentre tanti dei tuoi coetanei hanno preferito uno stile di vita diverso. La tua dedizione ed i tuoi sacrifici dimostrano il tuo rispetto verso quello che fai. Lascia stare me. Io sarò sempre ansioso, angosciato, avrò sempre il cuore che batte a mille ogni volta che ti vedrò scendere in campo a giocare. Una parte di me starà sempre lì con te, a difendere i pali".
Ti voglio bene, il tuo papà.
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