Torna la nuova rubrica di Cittaceleste: analisi della partita attraverso gli occhi del tifoso

di Simone Cesarei

ROMA- Quant'è bello svegliarsi così, con il sole e la neve. Schiamazzi di bambini che si lanciano palle di neve, un passante che viene colpito a tradimento, un poverino che cerca di ricordare dove ha parcheggiato il proprio motorino, ora sommerso da una montagna innevata. Una Roma inedita si presenta ai propri cittadini, bianca e fredda. I turisti si esaltano, Instagram è intasato, ci sono più selfie che persone in giro. Università e scuole sono chiuse, la neve sulla Capitale è un evento da festa nazionale. Il romano è felice e incredulo, ma certo è che il più felice di tutti è ancora una volta il laziale. Ah, se sei laziale è una goduria. Un pomeriggio passato sonnecchiando davanti ad una delle vittorie più facili della stagione, la sera a guardare i cugini perdere in casa contro il gattusiano Milan, e andare a dormire con l'euforia di chi è terzo in classifica. Mica male. Se non è stata la giornata perfetta, poco ci manca.

Una vita da laziale

IN PANTOFOLE

L'esultanza dei giocatori della Lazio

L'Inter vince, la Roma rischia di perdere punti contro il Milan: a Reggio Emilia esiste un solo risultato per la Lazio di Inzaghi. L'hanno detto in tutti i modi e in ogni lingua conosciuta, bisogna vincere contro il Sassuolo. Una squadra che ha segnato 7 gol meno di Immobile, ma che sicuramente non vuole giocare alle belle statuine. E invece ci gioca, e bene anche. La Lazio controlla il match fin dal primo istante, con la tranquillità di chi conosce la propria forza. Sergej però decide che si è stufato di illudere il povero Sassuolo. Destro a giro, vellutato, forse con deviazione, ma va bene uguale. Il telecronista impazzisce, Consigli guarda la palla sconsolato. Sono durate sette minuti le speranze del Sassuolo. Tranquilli, c'è chi è durato anche meno. Il Sergente decide di festeggiare con stile: si limita ad un mezzo sorriso e ad aprire le braccia, alla Ibrahimovic. Sta diventano un po' come Ibra, ora che ci penso bene, e questa cosa è bellissima. La Lazio continua a giocare in pantofole, e il Sassuolo le dà una mano, nel vero senso della parola. Peluso si conferma un vecchio cuore biancoceleste, e la Var concede il rigore ai biancocelesti. Il tiro di Immobile è una ciabattata che fa rabbrividire tutti i fantallenatori di Italia, ma che si insacca sotto la pancia del portiere neroverde. La zuccata a inizio secondo tempo di Milinkovic spedisce il Sassuolo a nanna e regala il terzo posto alla Lazio. Il resto della gara è un sonnellino profondo fino al fischio finale. Una Lazio in pantofole passeggia sul Sassuolo, e qualche tifoso magari ancora non si è svegliato. Sta sognando una città innevata con una musica familiare in sottofondo, un inno dall'europa che conta.

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