L’AVVERSARIO – Dinamo Kiev, la Lazio sfida il freddo ucraino

La Lazio giocherà contro gli ucraini gli ottavi di finale di coppa…

di redazionecittaceleste

 

di Lorenzo Ottaviani

 

ROMA – L’urna di Nyon ha parlato: la Lazio giocherà gli ottavi di finale di Europa League contro la Dinamo Kiev. La squadra biancoceleste giocherà la prima sfida tra le mura amiche dell’Olimpico l’8 marzo, mentre nella partita di ritorno del 15 si troverà ad affrontare temperature certamente diverse da quelle a cui è abituata. Detto questo, poteva andare molto peggio. L’unico precedente tra le due squadre in competizioni UEFA risale alla stagione 1999/2000 quando la Lazio ha battuto la Dinamo in casa (2-1) e in trasferta (1-0) nella prima fase a gironi della Champions League. Gli ucraini hanno un palmarés di tutto rispetto, nel quale annoverano 13 campionati sovietici, 15 campionati ucraini, 9 Coppe sovietiche, 3 Supercoppe sovietiche, 11 Coppe d’Ucraina e 5 Supercoppe d’Ucraina a livello nazionale. In ambito europeo invece si è aggiudicata 2 Coppe delle Coppe, una Supercoppa europea e 4 Coppe della CSI.

 

URNA BENEVOLA

La Dinamo Kiev ha un passato glorioso, ma un presente certamente più modesto. E’ una squadra che ambisce alla vittoria del titolo in patria. Al momento è seconda nel campionato ucraino alle spalle dello Shakhtar – avversario della Roma in Champions League – ma con una partita da recuperare che potrebbe permetterle di raggiungerlo in vetta. Gli ucraini allenati dal bielorusso Aleksandr Khatskevich prendono poche reti e hanno un discreto attacco: Mbokani è il loro miglior marcatore con 8 reti in 16 presenze complessive, ma non gioca da tre mesi e la data del suo rientro è ancora sconosciuta. Si tratta di un squadra insidiosa ma, sulla carta, la Lazio ha un tasso tecnico sicuramente superiore.

 

CAPITANO AI BOX

Uno dei simboli della Dinamo è il centrale difensivo e capitano Sergiy Sydorchuk. Classe ’91 e oltre 150 presenze con la compagine di Kiev, ha totalizzato anche 20 presenze e due reti in Nazionale. Ma anche lui come Mbokani è fuori per infortunio, infatti circa due mesi fa si è procurato la rottura parziale del legamento collaterale laterale e ancora non è noto quando potrà tornare a calcare il prato verde. La sua struttura fisica – è alto un metro e 88 – e le doti di leadership sono le qualità principali che può mettere in mostra. Ovviamente in Ucraina non sono abituati a dover fronteggiare giocatori dal tasso tecnico elevato come Felipe Anderson o Luis Alberto, così come non ci sono centravanti implacabili come il napoletano Ciro Immobile. Vedremo se nel momento del bisogno il freddo del Paese sovietico riuscirà a raggelare gli attaccanti biancocelesti o se invece saranno loro a sciogliere la difesa e le speranze della Dinamo Kiev.

 

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