In esclusiva a Cittaceleste.it Giorgia Falcinelli ha raccontato la sua passione per la Lazio e si è espressa sulla protesta contro la società
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Prosegue il fantastico cammino intrapreso dalla Lazio di Gennaro Gattuso in campionato. Nell’ultimo big match contro la Juventus, all’Allianz Stadium, i biancocelesti si sono resi protagonisti di una prestazione maiuscola, coronata dal risultato arrivato al termine dei novanta minuti. Uno 0-3 che ha permesso ai capitolini di conquistare tre punti preziosi e centrare lo storico record di sei vittorie nelle prime sette giornate di campionato, raggiungendo quota 19 punti in classifica e conquistando il primo posto condiviso con l’Inter. Ma il mondo Lazio non è fatto solo di risultati e classifiche, ma è composto anche e soprattutto dalla passione dei propri tifosi e delle questioni di varia natura che animano la piazza biancoceleste, una delle quali -ad esempio- la decisione di non andare allo stadio per protesta contro la società. Per approfondire questi e altri aspetti è intervenuta in esclusiva ai microfoni di Cittaceleste.it Giorgia Falcinelli, content creator molto attiva sui social e impegnata nel mondo del Gaming e degli Esport, la quale ci ha raccontato il suo percorso professionale, le origini della sua passione per la Lazio e il suo punto di vista su alcuni temi delicati che riguardano proprio l’ambiente biancoceleste, tra cui la protesta condotta dai tifosi nei confronti del club. Di seguito le sue dichiarazioni:
Come è nato il tuo percorso da content creator? C'è stato un momento preciso in cui hai capito che creare contenuti poteva diventare qualcosa di più di una semplice passione?
“È nato un po’ per caso, all’inizio io giocavo molto a TFT, un gioco autochess di Riot Games, e i miei amici mi ripetevano di iniziare a portare il mio gameplay anche in live su Twitch. A settembre 2021 ho effettivamente iniziato il mio percorso con Twitch e poi è arrivato tutto anche sugli altri social in maniera molto naturale. Diciamo che ho iniziato il percorso già con l’intenzione di renderlo un lavoro, quindi non c’è stato un vero cambiamento di intenti in corso d’opera”.
Dando uno sguardo al tuo percorso, quali sono stati i momenti più significativi che ti hanno permesso di crescere e affermarti come content creator? C'è un'esperienza che ricordi con particolare soddisfazione?
“Sicuramente numerosi, in primis la possibilità di diventare Riot Partner e di collaborare da subito con tanti team Esport come host e caster degli eventi italiani. Più di tutti ovviamente ricordo l’esperienza di conduzione dei Boscar 2023 a Milano. È stato un momento bellissimo per me per il quale avevo lavorato tanto ed era la prima volta su un palco così importante con un pubblico così numeroso a tifare per me. Un altro momento che ricordo con gioia è stata una finale di Superleague alla Milano Games Week per cui ho fatto da host e caster insieme a un mio collega. In generale i momenti sul palco dal vivo rappresentano delle vere milestones del mio percorso. Più di recente un traguardo altrettanto importante è stato quello di poter presentare in anteprima mondiale due carte della nuova espansione di Riftbound, il TCG di League of Legends”.
Hai costruito un percorso importante nel mondo del gaming e degli esports. Come ti sei avvicinata a questi ambienti e come si è evoluta nel tempo la tua esperienza, fino a trasformarsi in un vero e proprio percorso professionale?
“All’inizio ho iniziato a giocare a League of Legends perché tutti i miei amici in quel periodo ci giocavano e volevo semplicemente passare il mio tempo con loro (ride, ndr.). Non ero molto brava, anche perché iniziare da zero con persone che giocavano già da tanti anni non mi ha reso semplice imparare. Poi da lì ho iniziato a giocare a TFT passandoci sempre più tempo e appassionandomi. Come dicevo prima è poi arrivato il momento di iniziare a giocare in streaming su Twitch piuttosto che su Discord con gli amici e si è evoluto tutto davvero in fretta. Infatti dopo la mia primissima live su Twitch mi contattò Dsyre, un team Esport che stava nascendo proprio in quel periodo, che ha creduto in me sin dal primo istante e che è stata casa mia per 3 anni”.
Qual è il processo creativo che ti porta a realizzare un contenuto?
“Fortunatamente ho sempre tante idee su video o progetti più grandi, anche troppe, e molte infatti non le riesco poi a realizzare. Tutto parte da lì: dall’idea. Inizio a capire come far funzionare concretamente ciò che ho in mente, poi scrivo tutto lo script e eventualmente mi consulto con i miei amici che sono sempre super sinceri e mi aiutano a vedere i punti forti e quelli deboli del video. Poi lo registro, lo edito e lo pubblico”.
Quando è nata la tua passione per la Lazio? C'è una persona, un ricordo d'infanzia o una partita particolare che ti ha fatto innamorare dei colori biancocelesti?
“Io tifo Lazio da quando sono nata. Tutta la mia famiglia ha sempre tifato Lazio e quindi non riuscirei ad immaginare qualcosa di diverso. Mi ricordo che quando ero molto piccola sono andata allo stadio con mio padre ad un evento chiamato “cucciolone day” fatto apposta per i bambini e le famiglie, dove noi bambini potevamo entrare allo stadio e fare l’abbonamento a solo 1€! Mi ricordo che poi i giocatori del tempo erano saliti in tribuna a salutarci e fare foto con noi. Ero piccola ma li ricordo bene: c’erano Zarate, Ledesma, Mauri, Brocchi, Muslera, Pandev, addirittura Simone Inzaghi! Ma soprattutto il mio calciatore del cuore che era (e probabilmente resterà sempre) Tommaso Rocchi!”.
Quanto spazio occupa oggi la Lazio nella tua vita? Riesci a seguire con continuità le partite oppure gli impegni lavorativi e personali rendono più difficile seguire la squadra?
“Purtroppo da quando è andato via Inzaghi, a cui ero molto legata, ho smesso di seguire la Lazio costantemente. Non solo per Inzaghi ovviamente, ma perché con il mio lavoro non si stacca mai veramente il cervello, ed è difficile riuscire a ritagliarsi quel tempo da dedicare alle partite, perché tendenzialmente subentrano ad un certo punto priorità diverse. Cerco comunque di seguire il percorso della squadra e le news tramite mio padre ma riesco a seguire meno partite durante la stagione”.
Che rapporto hai con lo stadio Olimpico? Ci vai abitualmente o preferisci seguire le partite da casa? In una situazione diversa da quella attuale, ti piacerebbe viverlo più spesso?
“Prima andavo molto più spesso allo stadio, ovviamente adesso non più, negli ultimi anni ci sarò andata penso 2 volte e solo perché invitata in tribuna. Ovviamente preferisco lo stadio a guardare le partite a casa, come penso un po’ tutti, però ovviamente se mi è difficile ritagliare tempo per vedere la partita a casa, figuriamoci per andare allo stadio!”.
Come giudichi la protesta della tifoseria laziale nei confronti della società? Da tifosa, ne condividi le ragioni e le modalità? Quanto pensi che l'assenza del pubblico possa incidere sulla squadra e sull'ambiente biancoceleste?
“Onestamente io ho sempre seguito le direttive della curva perché ritengo che, a prescindere dall’essere d’accordo o meno, bisogni sempre seguire una linea unica e mostrarsi uniti. Non penso tuttavia che questa decisione porterà concretamente al risultato che vogliamo, ed effettivamente potrebbe incidere sulla squadra in negativo più che in positivo”.
Guardando al futuro, che cosa ti aspetti dalla Lazio e che cosa dovrebbe cambiare per riavvicinare società, squadra e tifoseria? Se potessi lanciare un messaggio ai laziali in questo momento, quale sarebbe?
“Spero tanto nella riapertura e riqualificazione dello stadio Flaminio! Poi penso che il punto forte della Lazio sia sempre stato la forte identità, l’appartenenza e il legame con la maglia. Questo dovrebbe essere tutto ciò che conta: supportare la squadra nonostante tutto, e non mollare mai! Un saluto e sempre Forza Lazio!”.
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