Le dichiarazioni dell'allenatore bianconero, intervenuto al termine della gara contro la Lazio in conferenza dalla sala stampa dell'Allianz

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Intervenuto in conferenza stampa al termine della gara valida per la settima giornata di Serie A, Juventus-Lazio, Luciano Spalletti ha commentato la gara contro i biancocelesti. Queste le sue parole:

Poco centrocampo, Kolo Muani troppo largo...Poco centrocampo, Kolo Muani troppo largo... "Diventa inutile parlare di un reparto o di un singolo giocatore, così come di un sistema di gioco. Sono tutti aspetti che vengono dopo: ciò che conta è il ritmo che dai alla partita, lo spirito, il cuore. Tutto il resto viene in secondo piano. Abbiamo dimostrato di essere fragili, ed è una fragilità che nasce nella testa. Dobbiamo ritrovare le motivazioni, perché è lì che tutto prende forma. Inizi a rincorrere gli eventi invece di anticiparli, non riesci a leggere quello che sta per succedere. Nel calcio tutti hanno qualità tecniche, ma a fare la differenza sono le cose che vedi e che riesci a pensare in anticipo. Anche i giocatori più bravi con i piedi anticipano le situazioni con gli occhi. Il sistema di gioco, una punta in più o in meno, non cambia nulla se manca la passione per ciò che succede in campo, se non ci sono fame, coraggio e carattere. Senza questi elementi diventa complicato parlare di tutto il resto. Stasera, avendo visto la partita dall'alto, ho avuto la sensazione che, se siamo questi, il nostro futuro sia in parte affidato al caso. Gli alibi non aiutano a costruire un futuro migliore. Dobbiamo cercare qualcosa di diverso, perché fino a questo momento siamo rimasti in una via di mezzo: avevamo la possibilità di costruire qualcosa, ma abbiamo finito per fare dei passi indietro. Nel secondo tempo ho inserito giocatori offensivi, ma avremmo dovuto interpretarli meglio". C'è preoccupazione? "Sono preoccupato. Per come ho gestito la squadra fino a questo momento, devo farmi delle domande. Se invece di migliorare peggioriamo, è necessario fare un'analisi approfondita, soprattutto su me stesso. La prima cosa che ognuno dovrebbe fare è parlare di sé. Siamo stati tutti al di sotto della sufficienza in questa partita, nessuno si è salvato e nessuno può permettersi di puntare il dito contro gli altri. Mi fa piacere che il capitano si presenti a parlare e ci metta la faccia, ma è fondamentale fare valutazioni corrette. Le sconfitte coinvolgono tutti, non risparmiano nessuno. Abbiamo tutti una faccia delusa e un peso dentro che dobbiamo riuscire a superare. Siamo tutti responsabili delle sconfitte, nessuno escluso". Cose da cambiare? "Rivedrò quello che ho fatto finora e analizzerò più a fondo la gestione della squadra. Ero convinto di aver lavorato bene, ma dopo quello che è successo stasera devo fermarmi a riflettere. Ho bisogno di tempo per capire, perché a caldo mi risulta difficile dare una risposta. Fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità dipende da noi, ma raggiungere gli obiettivi dipende anche dagli altri". La squadra lo segue ancora? "Fino a ieri avrei detto di sì, ma dopo quello che è successo oggi non ne sono più così sicuro. Con i giocatori ho un buon rapporto e cerco sempre di condividere tutto con loro, perché è il mio modo di essere".

Luciano Spalletti

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