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Lazio, l’Olimpico attende Acerbi: protagonista anche in Nazionale

Acerbi in Nazionale

L'Italia sfiderà la Svizzera e lo farà con Acerbi titolare al centro della difesa. Il calciatore azzurro ha un sogno chiamato Mondiale

redazionecittaceleste

Niente weekend di campionato per la Lazio. I tifosi biancocelesti, però, potranno sopperire alla mancanza dei loro beniamini consolandosi con la partita della Nazionale azzurra. L'Italia questa sera sarà infatti attesa all'Olimpico dove sfiderà in un match quasi decisivo la Svizzera. L'incontro previsto nella Capitale tra poche ore sarà valevole per le qualificazioni alla prossima Coppa del Mondo. Tra i biancocelesti chiamati da Roberto Mancini per le sfide con gli elvetici e l'Irlanda del Nord ce n'è uno praticamente certo della titolarità: Francesco Acerbi. L'assenza di Giorgio Chiellini, finito fuori uso per un problema al tendine d'Achille che non gli permetterà di sfidare nemmeno i capitolini al rientro dopo la pausa, ha aperto le porte del campo al numero 33 laziale. Per lui sarà la sfida numero 21 con il tricolore sul petto.

 Acerbi

Il sogno chiamato Mondiale

Un percorso partito nel 2014, sotto la guida di Antonio Conte, e culminato con la vittoria ad Euro2020. Ciononostante, nella testa del difensore nato a Vizzolo Predabissi, località non molto distante da Milano, c'è un altro sogno a tinte azzurre: quello di prendere parte ai Mondiali che si terranno in Qatar nel 2022. Se questa è la strada presa, Acerbi è sicuramente a buon punto.

Non solo Acerbi

Tornando alla partita in programma alle 20:45 di oggi, la nota dolente è di sicuro l'assenza di Ciro Immobile. Il bomber della Lazio è stato rimandato a casa per via un problema al polpaccio che potrebbe costargli un mese di assenza dai campi e ovviamente non potrà dare il suo contributo nelle gare che più contano. Chi invece spera di poter vivere l'Olimpico in altre vesti è Danilo Cataldi. Il centrocampista nato e cresciuto nel vivaio biancoceleste è stato chiamato in extremis ed ora si augura di poter assaporare il terreno di gioco di uno stadio che conosce fin troppo bene.