L'editoriale pubblicato da Daniele Capezzone all'interno de Il Tempo: il suo parere sulle conseguenze politiche della contestazione a Lotito
Lazio, nuova manifestazione contro Lotito: la partenza del corteo - VIDEO
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Daniele Capezzone, direttore de Il Tempo, ha pubblicato sul quotidiano un editoriale in cui ha focalizzato l'attenzione sulle conseguenze politiche derivanti dalla progressiva perdita di consenso del presidente della Lazio Claudio Lotito, interpellando esplicitamente gli esponenti dei partiti di centrodestra. Di seguito l'editoriale del direttore de Il Tempo:
"Dunque, ieri il presidente Lotito è tornato a parlare, e oggi Il Tempo ve ne dà correttamente conto, anche registrando il fortissimo dissenso che le sue parole hanno suscitato in città e sui social. Tutto ciò non sorprende: la comunicazione della Lazio e di chi guida la società è da tempo sconnessa rispetto ai sentimenti e alle attese dei tifosi.
Da questo punto di vista, c’è qualcun altro che farebbe bene a riflettere. E qui scatta il nostro avviso ai naviganti, accompagnato da un consiglio (non richiesto ma sincero e caldo) alla buona politica di centrodestra. Leggete le cronache de Il Tempo, guardate bene le foto e i video del fiume di laziali l’altro pomeriggio a Ponte Milvio, esaminate la valanga social che cresce e viene giù da settimane. E soprattutto rileggete le analisi e i suggerimenti di Luigi Bisignani, che non ha mai dimenticato di offrire a tutti una possibile pars construens, uno sbocco costruttivo.
Ormai le scelte (legittime ma molto discutibili, e in qualche caso letteralmente indifendibili) del presidente Claudio Lotito, che è anche un senatore della Repubblica, stanno diventando un fatto politico, cioè un fatto che produrrà la conseguenza politica di far perdere molti volti al centrodestra. E sarà un vero peccato, anzi un’autentica disdetta in una campagna elettorale che già si annuncia difficilissima.
E però il cortocircuito rischia di attivarsi: se un tifoso percepisce di non poter far nulla per sbloccare la situazione della sua Lazio, può valutare (secondo me sbagliando) di prendersi una vendetta verso il partito e lo schieramento che ospitano il presidente contestatissimo. A mio avviso è un grave errore, perché i laziali rischiano di ritrovarsi con Lotito che resta in sella, più Conte e Schlein al governo. Una moltiplicazione delle disgrazie su tutti i fronti, non certo una loro attenuazione.
E tuttavia il rischio c’è. Basta ascoltare con attenzione l’umore della città: come Il Tempo ha fatto, e come troppi altri media hanno rifiutato ostinatamente di fare per venti lunghi anni. Morale. Anche la politica farebbe bene, fermo restando il rispetto del diritto di proprietà, a esercitare una robusta moral suasion. O il presidente Lotito investe sue consistenti risorse; o trova partner e finanziatori; o si fa aiutare da una o più banche; o ridà a tutti la sensazione di un progetto credibile e di una crescita strategica; oppure, se nulla di questo può accadere e se anzi proseguono provocazioni tipo la storia della Reggina, è meglio che venda. Alle migliori condizioni possibili, naturalmente, che ha tutto il diritto di valutare.Non vuole farlo? Legittimo, anzi stralegittimo. Ma poi sarebbe ingenuo - da parte di altri - sottovalutare le conseguenze politiche ed elettorali della (sacrosanta) arrabbiatura di un popolo immenso di tifosi".
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