Dopo le conferenze stampa di presentazione, il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani ha parlato del mercato estivo

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Ascoli-Lazio, Gattuso: "Arriveranno un attaccante e un difensore. Romagnoli..." - VIDEO

Post conferenza stampa di presentazione dei 4 nuovi giocatori approdati in biancoceleste, il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani ha parlato del mercato estivo. Di seguito le sue parole: "Voto sul mercato prima e dopo l'addio di Romagnoli? Non devo darlo, parlerà il campo.

Voglio rivolgere un appello a tutti i tifosi. Al di là delle proprie ragioni, vi dico che questi ragazzi hanno bisogno di voi. Questi giocatori vivono per gioire sotto la curva e non solo. Nella vita a volte fare un passo indietro vuol dire farne due in avanti. Torno a ripetere poi che non entro nel merito della protesta.

Fabiani

Al popolo laziale dico: non dovete stare vicino a Fabiani, vicino a Lotito o agli inservienti. Dovete stare vicino alla squadra: il binomio tifoso-calciatore potrebbe portare a un qualcosa di straordinario. Ho preferito lasciare degli slot liberi per guardare meglio al mercato degli svincolati.

Pellegrini e Patric? La norma ci consente di poterli aggiungere in qualsiasi momento. Devo dire con estrema onestà, però, che non rientrano nel progetto sportivo della Lazio. Ieri poteva sembrare una novità ma gli agenti sapevano in largo anticipo quali fossero le intenzioni della società. Questo bisogna dirlo a scanso di equivoci.

Con Gattuso c'è un rapporto lineare e di grande correttezza nonché di stima. Romagnoli? Stiamo parlando del sesso degli angeli. Gli arabi volevano portare all'ultimo giorno per prenderlo gratis: questo non esiste, hanno sbagliato bottega. Il mister sapeva della volontà di andare via del difensore e in primis vuole giocatori che tengono alla maglia e sono concentrati.

Mister Gattuso ha messo un veto su Cancellieri, anche giustamente. L'esterno era cercato da Genoa, Parma e la stessa Fiorentina, anche per questo per chiudere Gudmundsson ci è voluto un po' più di tempo. Al di là di ciò, noi siamo orgogliosi del fatto che abbiamo un allenatore che spinge i calciatori di altre squadre a venire in questa società.

Dimissioni? Le posso anche dare, così come potrei rinnovare. Questo impegno a fine anno finisce, tireremo le somme e poi vedremo come ho lavorato. Tutti sanno che non sono qui per i soldi ma per passione. Plusvalenze? I numeri sono sotto agli occhi di tutti, non mi sono beato di nessuna operazione in uscita. Comprare è facile, vendere estremamente difficile. Ho rifiutato 25 milioni per Gila, pochi giorni dopo l'ho rivenduto a 30.

Rapporto con la proprietà? Non voglio entrare nel merito della protesta, ma con Lotito lavoro da 14 anni. In tutto questo tempo non mi ha mai imposto nulla: tutte le scelte sul mercato sono targate Angelo Mariano Fabiani. Rispetteremo i riscatti? Come ogni anno, ci sono varie opzioni: abbiamo spalmato su triennali e pluriennali.

Questo è un calcio malato e dopato da varie dinamiche che non sto qui a dire. Il calcio si fa con le idee e con le intuizioni oppure spendendo a destra e manca. Eppure se la finale di Coppa Italia fosse andata in maniera diversa staremmo qui a parlare di altre cose. Purtroppo però siamo entrati in campo già battuti. Se avessimo vinto la gara la narrazione sarebbe stata diversa.

Se non si arriva ad un equilibrio di spesa ci sarà sempre un divario di questo tipo. Vedo che alcune norme penalizzano le società, bisognerebbe rivederle ma non posso cambiarle io. Un'azienda che fattura 150 milioni di euro, come può essere vincolata da banalità come l'indice di liquidità o del costo del lavoro allargato?

L'unica arma contro i grandi fondi, che passano denaro da una società all'altra, sono le intuizioni. Non è detto che un calciatore da 50 milioni rende in base al prezzo del suo acquisto. Guardate Castellanos: lo abbiamo comprato a 12-13 milioni e rivenduto a 30. Facciamo di tutto per costruire un'ossatura forte: abbiamo preso giovani come Taylor, Rovella e rifiutato offerte per Mandas pari a 20 milioni.

Romagnoli sa il rispetto e la stima che ho per lui. Mi dispiace per le parole di ieri, ma è un difensore che ha salutato due volte la Lazio e io l'ho riportato all'interno della rosa. Questo vuol dire avere rispetto per le persone.

Ratkov? Se ti dicessi che sono contento direi una bugia. I numeri sono lì: purtroppo ci sono dinamiche interne che ti portano a fare determinate scelte. Non è nato sotto una buona stella qua alla Lazio ma lo volevano in Spagna, Inghilterra e Russia: così scarso non è. Lo abbiamo venduto ad un milione di prestito oneroso, più uno di bonus legato alle presenze. Il riscatto obbligatorio è a 14 milioni in caso di 15 gol e 20 presenze.

Qual è il progetto? In estate tutti vincono il campionato e ci sono buoni propositi, il campo è il giudice supremo, a fine stagione vedremo cosa saremo riusciti a fare. Sul progetto serve un mix, non troppo datati, né troppo giovani. Per tanti anni si è parlato del settore giovanile, oggi c'è Floriani e pochi lo sottolinea. L'abbiamo svezzato nelle giovanili, si è fatto le ossa e Gattuso ora l'ha messo negli undici titolari. Significa avere un minimo di progettualità o sbaglio?"

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