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Immobile: “Finché starò bene e potrò aiutare la Lazio sarò qui. Sarri…”

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Intervenuto ai microfoni di Sportitalia il capitano biancoceleste Ciro Immobile ha presentato la sua moneta virtuale nel giorno del suo lancio

redazionecittaceleste

Non solo bomber di razza, da oggi anche imprenditore digitale. È iniziata ufficialmente la nuova avventura nel mondo delle criptovalute di Ciro Immobile con il lancio della sua moneta digitale. L'azienda Starcks.io è il primo progetto italiano che punta a creare un nuovo legame tra i campioni del mondo del calcio e i tifosi grazie al web 3.0 e al meccanismo delle Blockchain. Il diritto di immagine dei calciatori, dentro e fuori dal campo, viene trasformato in criptovalute tramite dei token (gettone di valore virtuali) per ogni calciatore. In base alle prestazione del giocatore lo star player dello stesso aumenterà o diminuirà. Ai microfoni di Sportialia Ciro Immobile ha raccontato l'ambizioso progetto. Un idolo, un cannoniere, un trascinatore; così viene presentato il capitano della Lazio.

"Che gol è Starcks? Diverso ma sempre molto emozionante, è nata questa collaborazione con dei miei amici e ora ci lanciamo entusiasti, come sempre, in questo mondo". 

"L'Immobile imprenditore ti fa capire che tipo di calciatore moderno è: imprenditore di se stesso, del futuro e digitale - così Michele Criscitiello presenta il nuovo Immobile - Questo tipo di giocatore è un vanto per l'Italia".

"Io credo che sia più importante il messaggio che trasmetti fuori dal campo. Ho sempre creduto nel vero valore di questo sport poi è diventato il mio pane quotidiano. Quando incontro i tifosi, di qualsiasi squadra che mi fanno un complimento, per il Ciro uomo mi riempie di gioia. Gianluca (Comandini ndr) mi ha spiegato in un pomeriggio cosa sono le cripto. Ringrazio Michele (Criscitiello ndr) che mi ha fatto sentire a mio agio per dimostrare cosa sono io come ragazzo e non solo quello delle immagini. Sono felice che si parli del Ciro persona perché quando smetterò sarà ciò che resterà".

"A Pescara ero uno ragazzo single in una squadra piena di ragazzi vogliosi e che credevano nel mister. Quell'anno partimmo con nemmeno 2000 persone alla presentazione e se mi riguardo indietro il lavoro fatto fu incredibile, in una Serie B con Sassuolo, Sampdoria e Torino. Anche in quell'anno ci siamo divertititi molto anche fuori dal campo. Ora ho 4 figli, penso sempre a migliorare e guardo al futuro sia dentro che fuori dal campo e credo che quello che sto facendo con la maglia della Lazio sia incredibile che ancora non mi rendo conto. L'affetto della gente mi spinge a dare sempre il massimo".

"Qua mi sento a casa, la mia famiglia si sente a casa siamo romani di adozione. Due dei miei figli sono nati qui, però il 50% resterà sempre napoletano".

"Il Napoli? credo che ora ha un grande vantaggio ma soprattutto a livello di punti. Con il mondiale ora non ti so dire però credo che ripartire di nuovo così e se riesce a tenere quel ritmo ha un vantaggio importante. Noi comunque siamo dentro il campionato anche se altre squadra potranno darci fastidio. Andare via come Lorenzo (Insigne ndr)? Io ho un rapporto con la Lazio e il presidente davvero che è il massimo per un calciatore, adesso ho un contratto che mi lega alla Lazio per altri 3 anni fino a quando starò bene e potrò aiutare la Lazio io resterò, se arriverà un momento in cui non riuscirò o ci sarà la volontà di un'altra esperienza di vita ne parlerò sinceramente con il presidente come ho sempre fatto. Dall'altro lato credo che in questo momento sono focalizzato a quello che posso dare, da capitano, a questa società anche dopo e fuori dal campo ovviamente se a loro farà piacere". 

Risponde poi a qualche domanda dei tifosi:

"Il mio idolo? Del Piero, io e mio fratello abbiamo avuto il poster in camera, ci ha regalato tante gioie. Da dirigente alla Juventus lo vedrei benissimo. Ho avuto la fortuna di esordire sostituendo proprio lui, come persona era vero capitano".

"Se ho sempre avuto la maglia numero 17? No ai tempi del Torino avevo il 9 poi a Pescara avevamo l'obbligo di avere il numero dall'1 al 26 e c'era il 17 libero. Poi ho conosciuto mia moglie, nata il 17 luglio, uno dei miei figli è nato il 17, quindi l'ho tenuto".

"Se Klopp ha visto davvero tante mie partite? Sì Klopp ha visto 60 mie partite prima di decidere se puntare su di me, me lo disse lui prima di firmare. Klopp è un allenatore forte, carismatico e simpatico. Purtroppo lì la lingua è ciò che mi ha penalizzato? non avevo un contatto diretto con lui dato che affidavo sempre a un traduttore. Rispetto a Siviglia, Dortmund lo porto nel cuore. Si parla spesso di fallimento, ma per me non fu così". 

"I complimenti di Pippo (Inzaghi ndr) li prendo con molto affetto. Gli faccio i complimenti per quello che sta facendo con la Reggina"

"Simone Inzaghi è diverso da Sarri. Da un anno all'altro abbiamo dovuto fare un cambiamento radicale. Con Inzaghi abbiamo un rapporto ancora oggi importante che va oltre il campo, quando ci vediamo gli auguro sempre il meglio. Gli voglio bene, è stato importante per me".

Tornano poi ad aspetti odierni risponde alla domanda di Gabriele Schiavi in merito alla classifica dei migliori bomber della Serie A:

"Nella classifica ci sono nomi importanti che hanno fatto la storia, qui in Italia, di questo sport. Io da napoletano sono scaramantico sui numeri, non li reggo tanto. Io mi affido a ciò che succede in campo e a ciò che fa la squadra che mi aiuta a scalare queste classifiche".

"Quando torneremo a gioire per la nazionale? Speriamo alla prossima convocazione, alle ultime ho avuto problemi ma sono sempre a disposizione per la maglia azzurra".

"Altri giocatori seguiranno questo mio passo? Io dico di sì. Gianluca lo spiega nel tecnico, ho provato a farlo anche io ma detto e spiegato da un professionista è diverso. Avendo il mio esempio come partenza potrebbe essere un progetto più appetibile. Mi chiederanno tante informazioni ma sarà bello confrontandomi".

"Il mio gol più bello? Sono legato tanto ai primi gol, però quello di Cagliari (colpo di tacco per il 2-2) tecnicamente è stato quello più bello".

"Come è la vita da papà x4? È una vita impegnativa, stiamo facendo un bel lavoro io e mia moglie. A noi piace però non crederò più a chi mi dirà che da 2 a 3 figli non cambia, non è vero ragazzi (ride ndr)".

"Dopo l'Europeo non poteva scattare meno riconoscenza e cambiare la generazione per le qualificazioni? Io penso che qualcosa sia successo. Sottovaluto? forse sì, un po' di tutto. Non è possibile che una squadra che vince l'Europeo non va al Mondiale. Con il mister avevamo fatto un discorso in merito alla possibilità che potesse succedere qualcosa in termini di accontentarsi. Abbiamo sottovalutato forse un girone abbordabile da campioni d'Europa. Poi dopo la partita con la Bulgaria e la doppia sfida con la Svizzera è scattata un po' di fifa. Penso che alla fine il ricambio generazionale ci sia stato. Dopo la qualificazione il ct ha bisogno avuto di quelli vecchi per far integrare quelli nuovi ma servirà del tempo. Anche il lavoro di quando abbiamo vinto l'Europeo è iniziato da lontano. Io credo che la gente debba fidarsi di noi come fatto nell'estate dell'Europeo. La non qualificazione, e io ne ho vissute due, sarà la pecca della mia carriera però devo dire che ho molta fiducia in quello che sarà il futuro. Ci sono molti giovani che possono diventare Token".

"Raspadori il nuovo Immobile? Io penso che tecnicamente sia più forte di me ma con meno gol, non è bomber, ma per il gioco della Nazionale è perfetto. Ha molta fame, poteva avere mille problemi a Napoli. E' un calciatore di grande valore oltre a essere un bravissimo ragazzo e questo conta molto".

"Non ho mai visto una persona avere più passione nel calcio di mister Sarri" conclude Immobile cogliendo i ringraziamenti di Michele Criscitiello alla Lazio, al presidente Lotito e proprio al tecnico biancoceleste.