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Il dolce addio di Lulic e Parolo: amarcord dei tifosi biancocelesti per loro

redazionecittaceleste

Oggi è uno di quei giorni che difficilmente verrà dimenticato dai tifosi biancocelesti: si chiude, contrattualmente, l'era di Senad Lulic e Marco Parolo alla Lazio

Giovedì è stato uno di quei giorni che difficilmente verrà dimenticato dai tifosi biancocelesti: si chiude, contrattualmente, l'era di Senad Lulic e Marco Parolo alla Lazio. Il primo senza di loro. Ovviamente non si tratta dell'ultima presenza o dell'ultima partita, verosimilmente ci si ricorderà più di quelle, ma la data in cui i due non saranno più sotto contratto con la Lazio è quella del 1 luglio scorso. I due senatori arrivati ad avere un posto importante nella storia capitolina. Andiamo a vedere le pagine di storia scritte dai due.

Senad Lulic, il Capitano che lascerà anche la fascia verosimilmente ad Immobile, arrivato nel 2011 diventa presto un'icona grazie alla storica firma nel derby del 26 maggio che ne fa un beniamino dei tifosi. Imprime per sempre, marchia a fuoco, il suo nome nella storia biancoceleste. Lulic al 71'. Ma non è un eroe per caso, tutt'altro. Un calciatore duttile che viene impiegato costantemente sia da esterno che da mezzala, molto duttile ed è uno dei titolari inamovibili della Lazio dal 2011 al 2019. Chiude con due Supercoppe Italiane e due Coppa Italia, 371 presenze (il quinto all-time) condite da 34 gol e 50 assist. Il sigillo del 26 maggio non è l'unico in una gara che conta: suo anche il momentaneo 2-1 nella finale di Supercoppa contro la Juventus di Sarri nel dicembre 2019. Spesso autore di reti decisive. L'ultimo anno e mezzo è stato un calvario, con il grave infortunio che l'ha costretto ad un anno di stop (coinciso con il lockdown) e al suo ritorno non è stato più quello di prima. Chiuderà la carriera in Svizzera, almeno per un'altra stagione.

Cose che lasciano senza...Parolo

Marco invece alla Lazio nell'estate del 2014, uno dei tanti acquisti portati dalla ventata di novità della banda di Pioli. Sin da subito titolare inamovibile di quella squadra e delle successive, fino ad eclissarsi negli ultimi due-tre campionati dove era un rincalzo di lusso. Ma ogni volta che giocava sapeva fare la differenza e spesso segnare reti pesantissime. Si contano 265 presenze, 39 gol e 19 assist. Lo stesso palmares di Lulic, tolta una Coppa Italia (quella del 26 maggio 2013). Dal primo gol in campionato al Cesena (settembre 2014) all'incredibile poker rifilato al Pescara (febbraio 2017). Parolo in biancoceleste non è stato una semplice mezzala che aveva il vizietto per gli inserimenti offensivi ma anche un duttile regista, centrale difensivo all'occorrenza o terzino. Ha fatto tutti i ruoli nei suoi sette anni a Roma tranne il portiere e forse l'attaccante (ma bomber lo era lo stesso). Ancora incerto il suo futuro, potrebbe anche smettere con il calcio giocato e fare l'allenatore delle giovanili.