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Pistocchi: “La Lazio aiuterà Sarri a gennaio, ma bisogna avere pazienza”

Maurizio Sarri a Formello

Le parole del noto giornalista sul momento dei biancocelesti e sulle aspettative per l’immediato futuro dei ragazzi di Sarri

redazionecittaceleste

Dopo le parole di Giordano, abbastanza duro nei confronti della Lazio, sono arrivate anche quelle di Maurizio Pistocchi. Il giornalista è infatti intervenuto su TMW Radio durante Maracanà. Di seguito il suo pensiero.

 Sarri

Dopo quattordici giornate la Lazio si ritrova con gli stessi punti dello scorso anno. Il rendimento non è peggiorato fino al punto che qualcuno vuole far credere. Sicuramente da Sarri ci si aspettavano delle cose, probabilmente però senza aver fatto i conti con la rosa. Nel momento in cui si cambiano mentalità e idea di gioco diventa fondamentale avere pazienza. E questo mi sembra sia stato compreso bene dalla società. La Lazio esce da un lungo periodo sotto la guida di Simone Inzaghi. Il passaggio da una difesa a tre a quella a quattro comporta necessariamente dei cambiamenti, per questo non mi aspettavo molto di più. Credo che si tratti di un normale periodo di apprendimento, la Lazio tornerà e anche con la sessione di gennaio riuscirà a migliorare qualcosa

Ricordo che all’epoca Berlusconi difese Sacchi. Se una società sceglie un allenatore lo fa perché crede nel suo lavoro e fa di tutto per costruire un gruppo vincente. Penso che Sarri, come avvenuto con i bianconeri, troverà il modo di adattarsi per raggiungere il risultato. Allo stesso tempo però la Lazio farà in modo di aiutarlo rafforzando la rosa. Quando una società è sana e ha le possibilità, la campagna di rafforzamento può essere adeguata. Il lavoro che Sarri fece a Napoli è evidente per chiunque. Penso sia sufficiente vedere Koulibaly, Jorginho, Higuain, Mertens e i loro numeri. Dopo quello di Maradona, il Napoli di Sarri è il più bello da un punto di vista tecnico. E l’altra sera ho visto nuovamente una squadra su quel livello. Ciò significa che il lavoro svolto è stato fatto in profondità e quindi è rimasto. A volte, invece, sembra conti solo il risultato”.