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QDL – Gentili (RAI): “In Italia mentalità sbagliata. E su Immobile…”

Ciro Immobile

Bruno Gentili della Rai, ha parlato ai microfoni di Quelli della Libertà riguardo alla situazione del calcio in Italia in confronto all'estero

redazionecittaceleste

ROMA - Oggi i microfoni di Quelli della Libertàhanno avuto ospite il giornalista, telecronista e vicedirettore RAI Bruno Gentili. Ecco il suo pensiero sulla Lazio rilasciato ai microfoni di Stefano Benedetti e di Federico Terenzi, naturalmente su Cittaceleste TV e Radiosei:

IL COVID NEL CALCIO

"Purtroppo si sta allontanando anche la possibilità di avere gli stadi con il pubblico. Mille o duemila partecipanti a partita sarebbero già tanti. Ma la situazione per i club è drammatica e continuerà ad essere negativa. La situazione è difficile. I danni economici sono sotto gli occhi di tutti. Nemmeno gli imprenditori esteri hanno più la possibilità di investire qui. Se non entrano i soldi nelle casse delle società, si impoverisce tutto il resto. Il problema principali del calcio di oggi sono gli stipendi. Uno come Lukaku costa 14 milioni. 6 vanno nelle casse dello stato. Governo e sport si sono mossi in ritardo, in Germania invece hanno fatto squadra fin da subito. Qui non c'è la giusta mentalità manageriale. Non si è arrivati nemmeno ad un accorso nel nuovo triennio, per quanto riguarda i diritti tv.

L'ITALIA NEL PALLONE

Il calcio italiano ora non è competitivo. Da anni il campionato non è competitivo e si vede ogni volta che i club mettono il naso fuori dall'Italia. Belotti e Immobile hanno segnato dieci goal a testa con l'Italia. Ma se andiamo a vedere le avversarie alle quali hanno fatto goal, non c'è neanche una grande nazionale. All'estero avranno anche introiti maggiori, ma si dedicano molto di più all'intensità di gioca. Qui ci vorrebbe un bagno di umiltà. Se giocatori di una certa età come Ibra ancora giocano a grandi livelli, dobbiamo interrogarci sul nostro livello. Se Conte vince lo scudetto vado a Piazza del Popolo a festeggiare".

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