Cittaceleste.it
I migliori video scelti dal nostro canale

news

QDL – Rossi: “Sarri un maestro, la Lazio riparta dalle sue eccellenze”

 Delio Rossi

Le parole di Delio Rossi per Quelli della Libertà, in onda ogni sera dalle 18:30 alle 20:00 su Cittaceleste TV e Radiosei

redazionecittaceleste

È intervenuto ai microfoni di Quelli della Libertà, in onda su Cittaceleste TVRadiosei, Delio Rossi, ex allenatore della Lazio, vincitore della Coppa Italia nel 2009. Di seguito tutte le sue dichiarazioni.

Su Sarri

È un allenatore che stimo, secondo me è un maestro. E penso sia arrivato troppo tardi al calcio che conta. Non nascondo che quando allenava la Sangiovannese l’ho studiato, cercando anche di rubargli qualche cosa. L’ho fatto perché si vedeva che aveva idee, che credeva e crede in un calcio organizzato. Non erano in tanti a farlo in quel periodo. Andavo a vedere le partite: se una squadra gioca bene con costanza allora ha un grande allenatore, significa che dietro c’è un lavoro e ci sono delle idee. Poi conta anche la capacità di trasmetterle: non tutti ne sono in grado. Quando lo studiavo giocava 4-4-2 o 4-4-1-1, penso che scelga a seconda dei giocatori che ha a disposizione. A Napoli ha iniziato come a Empoli con 4-3-1-2, poi si è reso conto che non c’erano i giocatori adatti ed è passato al 4-3-3”. 

 Maurizio Sarri

Il modulo

Quando vai a prendere Sarri devi metterlo in condizione di applicare le sue idee, devi andargli dietro e metterlo nella migliore situazione possibile. La sua storia dice che il suo cardine è la difesa a quattro, mentre la Lazio negli ultimi anni ha sempre giocato a 3. Anche gli esterni hanno caratteristiche un po’ diverse, anche se poi ognuno mette le sue idee. Nel momento in cui la Lazio ha giocato in questa maniera, per cambiare bisogna ripartire dalle eccellenze. Parlo di Milinkovic, Luis Alberto, Immobile, Acerbi, Leiva se sta bene. In questo sistema li riesci a tenere tutti dentro”. 

Sui singoli

Luis Alberto non penso possa giocare davanti alla difesa, però penso possa fare tranquillamente la mezzala, anche se dipende molto dal giocatore centrale. Ti serve un centromediano metodista che diventa il giocatore più importante della squadra. Un Leiva più giovane sarebbe ideale in quest’ottica.

Se dovessi ipotizzare una formazione, onestamente metterei dentro tutte le eccellenze, quindi anche Lazzari. Metterei Lazzari terzino destro, Luiz Felipe e Acerbi centrali, Marusic a sinistra. Il Leiva della situazione, Luis Alberto e Milinkovic, Correa e Immobile insieme a un giocatore alla Callejon.

Lukaku? È un ragazzo forte dal punto di vista fisico ma non l’ho mai allenato. Ha fatto o grandi partite o grandi figuracce, non mi sembra, considerando non è più un ragazzino, uno da undici titolare.

Hysaj penso sia un giocatore di contorno. I movimenti difensivi sono importanti, lui farebbe l’allenatore in campo conoscendo già a memoria i movimenti di Sarri. È un giocatore che può andare ma non ti fa fare il salto di qualità, che comunque si fa sempre in mezzo e non sulle fasce secondo me. 

Ilicic? Gli voglio bene, faceva la mezza punta con me. Quando sta bene vince le partite da solo, con un 4-3-1-2 non avrei dubbi sulle sue qualità. In un 4-3-3 non lo vedo invece molto bene, considerando che dietro ci sarebbe Lazzari. Forse servirebbero poi giocatori più giovani visto il resto della rosa”.