Le parole dell'allenatore biancoceleste, intervenuto ai microfoni di Dazn al termine della partita vinta al Penzo contro il Venezia per 0-2
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La Lazio di Gennaro Gattuso si aggiudica il match contro il Venezia: al Penzo, infatti, i biancocelesti vincono per 0-2 con le reti messo a segno da Zaccagni e Noslin. Al termine della partita, il tecnico della Lazio Gennaro Gattuso è intervenuto ai microfoni di Dazn. Queste le sue parole:
"Miglior partenza di sempre della Lazio e primo posto in classifica: che significa tutto questo? Nulla. Meno 27 alla tranquillità. E dopo, vedremo. Oggi c'è andata bene. Primo tempo se stavamo sotto di due gol il Venezia non rubava nulla. Penso che il nostro percorso è questo, lo sappiamo e abbiamo ancora dobbiamo migliorare. Perché oggi sistematicamente, il primo tempo andavamo a costruire con sei contro due dei loro due attaccanti, ci abbassavamo, perdevamo palla, andavamo ogni volta a imbucare centralmente, squadra lunghissima. L'abbiamo pagata cara.
Ci è andata bene, ci ha tenuto in partita il nostro portiere. Dopo il secondo tempo, quando abbiamo cominciato a fare le cose fatte bene, si abbassava Belahyane sui due centrali, i due centrali andavano in ampiezza e sia Romano che Nuno si alzavano, e li abbiamo messi in grandissima difficoltà. Abbiamo cominciato a lavorare in maniera corretta, e li abbiamo messi in grandissima difficoltà. Dopo il 2 a 0, di nuovo, abbiamo fatto di tutto per farli pareggiare, nel senso per prendere gol a tutti i costi: penso che noi dobbiamo migliorare questo aspetti. Ci teniamo questa vittoria, però con un pizzico di fortuna. Dopo 13 partite siamo primi in classifica, ma non conta nulla. Conta credere in quello che si fa e lavorare perché ne abbiamo bisogno, perché sicuramente abbiamo ancora margini di miglioramento.
Primo in classifica contro i pronostici? Mi riallego al discorso di De Rossi di ieri. Il calcio è cambiato, ma già da un po' di tempo. C'è gente che mette le cuffie, uno schermo, e si improvvisa giornalista. Ma lo sappiamo, l'importante non è leggere nulla, isolarsi, credere fortemente in quello che si fa, avere la fortuna di avere un gruppo di ragazzi così, perché è una fortuna per l'allenatore, che hanno voglia, che arrivano al campo e lavorano come si deve. Penso che dopo tutto quello che si dice in giro è ormai incontrollabile. Non bisogna veramente ascoltare nulla: lavorare e rilassarsi. Questa la cosa più importante. Il lavoro fatto con Noslin, Mandas, Nuno Tavares, Belahyane? È merito loro. Dopo è normale che io provo a stuzzicarli. Quest'anno stiamo provando a fare qualcosa di diverso, ci vuole coraggio, perché bisogna andare, accettiamo l'uno contro uno tantissime volte, però dopo la lettura della partita, secondo me, dobbiamo ancora migliorarla, perché non ci si può permettere di uscire dalle partite e dopo rientrare: penso che questo è un aspetto che noi dobbiamo migliorare.
Se siamo là, è merito loro, perché sono ragazzi che veramente arrivano col sorriso. Gli chiedo tanto, in quelle due ore e mezza tra sala video, palestra, lavoro tecnico-tattico, però dopo sono uno che li lascio molto liberi, perché già fanno fatica a sopportarmi due ore, due ore e mezza, sempre a sentir la mia voce. Sono stati bravi, e sicuramente dobbiamo continuare su questo aspetto qua. Se mi ha sorpreso la non convocazione di Zaccagni dalla Nazionale? Quelle sono scelte. Io anche l'anno scorso, ahimè, potevo chiamare tanti giocatori, ho fatto delle scelte. Zaccagni me lo godo nella mia squadra, il mio capitano, diventa difficile dire chi merita e chi non merita. Sono scelte del ct. Io ci sono passato, e posso assicurare che quando scegli non è mai facile. Io ho fatto le scelte sempre in buona fede, pensavo a quello che volevo fare, come volevo giocare: non posso dire altro".
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