Le dichiarazioni del tecnico della Lazio ai microfoni di Sky al termine della partita vinta per 0-2 contro il Venezia di Stroppa al Penzo
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Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, Gennaro Gattuso ha commentato la gara vinta per 0-2 contro il Venezia di Stroppa in programma alle 20:45 al Penzo. Queste le parole del portiere della Lazio: "Abbiamo fatto cinquanta giorni di ritiro, faceva un caldo terribile e per questo devo ringraziare i miei calciatori. Non hanno mollato mai. Abbiamo cambiato tanto, tutto. Oggi è andata bene, l'approccio alla partita è stato errato. Nel secondo tempo siamo cresciuti. È un percorso, sappiamo che dobbiamo ancora migliorare.
Se vogliamo fare qualcosa di importante, quanto fatto nel primo tempo non basta. Nel primo tempo siamo stati fortunati. La classifica conta poco: se vogliamo sorprendere, dobbiamo fare le cose fatte bene. Non dobbiamo guardarla, adesso abbiamo venti giorni e otto giocatori andranno in Nazionale. Ho dato cinque giorni di riposo. Io lunedì devo fare la riunione degli arbitri perché è giusto che io vada.
Dopodiché ripartiamo. Durante il ritiro, Belahyane è svenuto due o tre volte. Mi chiedeva scusa in ufficio da me. Io gli ho risposto ‘non preoccuparti, lavoriamo per step’. Quando vedo impegno, ragazzi che vogliono imparare, per me è una soddisfazione. Voglio aiutarli. Basta che non sia gente lavativa: non ci vado d’accordo. Se non c’erano questi casini, io non ci sarei mai venuto alla Lazio. L’ho scelta per questo.
Sapevo che non era il massimo a livello ambientale. Sapevo che i giocatori avevano voglia, ci ho parlato perché li avevo avuti in Nazionale. Altrimenti non avrei mai accettato. Non abbiamo fatto ancora nulla, però siamo contenti di quello che stiamo facendo. Nulla. Mancano ventisette punti per stare tranquilli. Storia della Lazio? Io sono un martello, avrò il tempo di pensare a quello che ho fatto, quando mi ritirerò e porterò a passeggio i nipotini. Adesso penso a martellare".
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