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ESCLUSIVA – Keita minaccia cause: “Ma quale mobbing, rischia pure il suo stipendio…”

ESCLUSIVA – Keita minaccia cause: “Ma quale mobbing, rischia pure il suo stipendio…”

E’ già al tavolo con i propri avvocati per capire il da farsi

di redazionecittaceleste

ROMA – E’ depresso, sta male di testa e ora lo dimostra nei fatti: Keita diserta subito la ripresa degli allenamenti dopo la mancata convocazione per la Supercoppa, sta a casa “malato” a Barcellona. «La decisione della società, evidentemente estranea a criteri puramente sportivi, mi crea un disagio psicologico del quale non so valutare adesso le conseguenze», scriveva il senegalese a caldo sabato sera. A quattro giorni di distanza, eccole: il Balde giovane decide di seguire le orme di Kondogbia, Dembelé e gli altri ribelli dell’estate. Qualcuno parla anche di una telefonata al dt Peruzzi in cui Keita avrebbe manifestato la paura di presentarsi a Formello dopo le scritte intimidatorie comparse sui muri domenica mattina. Nessun permesso però concordato dalla società per l’assenza: «Peggio per lui, c’è un regolamento», dice lapidario Lotito. Verrà dunque applicata la prima multa, ma la diserzione del senegalese potrebbe proseguire ad oltranza, giustificata – a suo dire – dal disagio mentale. E’ la strategia concordata con l’agente Calenda, che fra le righe – in una intervista alla Gazzetta – lascia intendere una pronta causa per mobbing nelle sedi opportune: La causa per mobbing sembra una cosa molto semplice – spiega in esclusiva a Cittaceleste l’avvocato Gentile – ma in realtà qui è assurdo parlare eventualmente di mobbing. Ci devono essere atti persecutori ripetitivi per rientrare nel caso, qui la non convocazione di Keita è assolutamente giustificata da una scelta tecnica di Inzaghi. Siamo al di fuori di tutto ciò che dice Calenda”.

PRONTO COMUNICATO

Lotito stamattina ha letto l’intervista del manager ed è su tutte le furie a Cortina. Atteso a breve un comunicato di risposta della società: “Ha detto che vuole occuparsene in prima persona. Noi ieri abbiamo fatto un telegramma al calciatore, diffidandolo a comparire oggi. Secondo il contratto collettivo, le sanzioni disciplinari sono rimesse alla società, il calciatore può impugnarle di fronte al collegio arbitrale. Sinora parliamo solo di una multa”. Eppure Keita è a Barcellona e potrebbe non presentarsi nel centro sportivo nemmeno nei prossimi giorni: “Nel caso in cui l’assenza dovesse prolungarsi, la società potrebbe proporre al collegio la sospensione non solo dell’attività – chiosa ai nostri microfoni l’avvocato del club – ma anche dello stipendio. E poi sarebbero problemi del giocatore…”. Che spera dal canto suo in un aiuto della Juve: da Torino parlano di un nuovo assalto entro domenica, che lo “libererebbe” dalle catene biancocelesti.

STRATEGIA STUDIATA

Intanto Keita resta in disparte, magari presto con un certificato che testimoni il danno arrecato dalla Lazio, proprio nel caso in cui Lotito dovesse rivolgersi al collegio per la “sospensione”, dopo aver anche ventilato una causa al manager Calenda per estorsione. Ci sono già tutte le prime avvisaglie perché si arrivi davvero a una battaglia legale. Il rischio non è solo quello di non veder mai i 30 milioni richiesti, ma forse nemmeno le briciole per principio sino al 2018: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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