ESCLUSIVA – Acquafresca: “La Lazio non è inferiore a nessuna. Ballardini mi voleva a Roma, ma…”

Le parole in esclusiva di Robert Acquafresca

di redazionecittaceleste

Di Giovanni Manco

ROMA – Vive ancora in Sardegna, Robert Acquafresca, ha confessato nel corso della chiacchierata esclusiva che ha concesso ai microfoni di Cittaceleste. Un rapporto rimasto sempre molto forte con la terra sarda, con Cagliari, e con il Cagliari. Ecco perché in vista di Lazio-Cagliari, non potevamo che intervistare lui, che quel club lo ha un po’ nel sangue.

Che Lazio-Cagliari ti aspetti?

“Il Cagliari è in un momento difficile, la Lazio sta andando bene, ma mi aspetto la svolta rossoblu da un momento all’altro. Non so se possa arrivare già domenica, nel calcio nulla è deciso e ogni gara potrebbe essere quella della svolta. Le difficoltà? Il terzultimo posto non rispecchia la rosa, assolutamente. Penso che tanti episodi sono girati male, parliamo di una squadra che dovrebbe ambire all’Europa League. Chiaro che ora diventa difficile, ecco perché bisogna salvarsi il prima possibile e riprendere da lì l’anno prossimo. Non si dovrebbe nemmeno parlare di salvezza, ma ora si trova lì, mister e squadra devono calarsi nella realtà. Non è il momento di essere belli, bisogna portare a casa i punti”.

Che impressione ti fa questa Lazio?

“La Lazio non è più una sorpresa, il calcio è fatto cicli e la Lazio di Simone Inzaghi ha avviato un ciclo vincente che l’ha portata a vincere anche delle coppe. L’anno scorso senza Covid, chissà… Secondo me era la candidata principale al titolo. Quest’anno non è partita benissimo ma ha passato il turno di Champions League e pian piano si è ritrovata in alto anche in campionato. Saranno fondamentali gli scontri diretti e non perdere punti con le squadre che sono alla portata, la gara di domenica sarà importante per la Lazio specie perché il Cagliari avrà tanta rabbia. I Sardi ci hanno abituato a vittorie un po’ pazzerelle fin da sempre, già quando c’ero io: vincemmo a Torino con la Juve, a Roma con la Lazio, contro il Milan, abbiamo pareggiato con l’Inter del triplete. Cagliari è abituata a queste cose”.

Il riferimento al tuo Cagliari mi fa capire quanto ancora legato sei a questa squadra… Sbaglio?

“Sì, mi ha dato tanto, ho cercato sempre di ricambiare sul campo e spero di esserci riuscito”.

La Lazio punta al quarto posto ma Lotito stanzia un premio scudetto, secondo te i biancocelesti possono rientrare nella corsa al titolo?

“La Lazio non è inferiore alle altre. La migliore è la Juve, certo, e non ci si aspettava questo cammino dal Milan. Poi c’è anche l’Inter. La Lazio non ha nulla da invidiare a queste squadre, esclusa la Juve che rimane la favorita. Sarebbe bello che lo scudetto andasse a qualcun altro per una volta, sarebbe bello uno scudetto a Roma o a Milano”.

Sappiamo tutti ormai che sei stato più volte vicino alla Lazio. Ti chiedo però: è vero che sei stato una richiesta esplicita di Ballardini?

“Sì, venivo dagli Europei, ricordo che mister Ballardini mi aveva detto che avrebbe avuto piacere ad avermi alla Lazio, venivo dagli ottimi anni a Cagliari. Avevo, però, una parola già data dal Genoa e quindi le cose non si sono fatte. Questione di tempistica. Rimpianti? Non è che non posso averne, ma proprio non voglio, sarebbe troppo facile parlare dopo. Io ho fatto le mie scelte e vivo bene con queste, non ho mai scelto in base all’offerta economica sono sempre andato dove potevo giocare”.

C’è un giocatore della Lazio che ti sta impressionando più di tutti?

“Parlo per il mio ruolo: Immobile è completo, viene su e gioca con la squadra, non si risparmia ed è il primo difensore. Segna in tutti i modi: destro, sinistro, testa, acrobazia. Va preso da esempio per il suo ruolo, è il prototipo dell’attaccante moderno”.

Sponda Cagliari: Pavoletti o Simeone?

“Non per essere di parte, ma non c’è un attaccante migliore dell’altro. Hanno caratteristiche diverse, Pavoletti è forte nel gioco aereo ed è perfetto quando si gioca con i cross. Per giocare in profondità meglio Simeone. Dipende da come si vuole giocare la partita”.

Quali sono i tuoi progetti?

“Mi piacerebbe restare nel mondo del calcio, non come allenatore, non mi ci vedo. Mi piacerebbe lavorare a livello dirigenziale. Qualcosa in cantiere? Non ancora, adesso devo studiare”.

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