ROMA - Così fa ancora più male. Dopo una gara combattuta, dove i biancocelesti hanno rischiato in più di un'occasione di mettere la freccia e passare in vantaggio, sono i calci di rigore a rivelarsi fatali per la Lazio. Gli errori di Milinkovic-Savic, Lucas Leiva e Luiz Felipe mandano in finale il Milan, lasciando l'amaro in bocca agli oltre trentamila laziali presenti sugli spalti dello stadio Olimpico. I ragazzi di Inzaghi abbandonano la competizione ad un passo dall'ultimo atto e senza essere mai andati sotto nel punteggio. Solamente uno il gol subito in questa edizione della Coppa Italia - dal Cittadella, quando si era già sul 3-0 per i capitolini -, ma non è bastato per superare il muro rossonero e sfidare la Juventus a maggio.
RIGORI MALEVOLI, STAVOLTA...
Altra curiosità riguarda i calci di rigore che ieri hanno condannato i biancocelesti. Se nella sfida contro il Milan si sono rivelati fatali per la Lazio, va ricordato come le ultime due vittorie in TIM Cup della Prima Squadra della Capitale siano passate anche per il crocevia imprevedibile e crudele dei penalties. Infatti successe nella finale dell'edizione 2009, quando Muslera chiuse la porta ai doriani Cassano e Campagnaro, e negli ottavi contro il Siena nel 2012-13, quando furono le due parate di Carrizo a tenere a galla i biancocelesti, consentendogli di raggiungere quella storica finale del 26 maggio che si è scolpita in profondità nei cuori dei tifosi laziali. Anche ieri il portiere ha parato due rigori, ma purtroppo per Strakosha stavolta non è bastato per portare la Lazio all'agognata vittoria.
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