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Da Nesta a Murgia: lo zampino “romano” sulla Supercoppa

Da Nesta a Murgia: lo zampino “romano” sulla Supercoppa

Alessandro diventa magno come l’ex capitano biancoceleste

di redazionecittaceleste

ROMA – Una palla che arriva dalla sinistra, una di quelle che un giovane calciatore sogna sin da quando è bambino. Un pallone che bisogna solo spingere in rete ed entrare nella storia perché grazie a quel gol vinci una finale. E’ successo a un giovanissimo Nesta diciannove anni fa, ieri sera è capitato a Murgia. Tutti e due si chiamano Alessandro. Tutti e due – ricorda IlMessaggero – sono nati e cresciuti nel vivaio biancoceleste. Tutti e due hanno siglato il gol vittoria regalando una coppa alla Lazio. Nel ’98 fu la coppa Italia contro un grande Milan, ieri sera la Supercoppa contro la squadra più forte del momento, l’imbattibile Juventus. Entrambi hanno segnato sotto la stessa porta, correndo sotto la stessa curva. Una favola che solo il calcio può regalare. Probabilmente, l’ex difensore laziale, che come promesso stava guardando la gara in diretta tv, si sarà commosso e sarà andato indietro nel tempo fino a quel 29 aprile del 1998.
UN PREDESTINATO
Era da quella data che un giovane calciatore di Roma, tifoso della Lazio non segnava in una finale. Lui, Alessandro Murgia, ventuno anni compiuti cinque giorni fa, si è regalato un sogno. Una di quelle cose che quando accadono ti rimangono dentro per sempre. E così sarà. Come lui stesso ha raccontato, appena segnata la rete del 3-2 non ci ha capito più niente e, probabilmente, solo oggi, forse, riuscirà a realizzare cosa ha combinato. Già perché questa, rispetto a quella segnata da Nesta, ha qualcosa di speciale perché, ormai, non ci credeva più nessuno, tanti, dopo la rimonta e il pareggio della Juve, pensavano già ai supplementari. E invece è arrivata la zampata di un ragazzino appena entrato in campo da una decina di minuti a cambiare di nuovo le sorti della partita. Un gesto che ha emozionato e fatto venire i brividi, perfino uno composto come Inzaghi non ha retto ed è corso ad abbracciarlo fin sotto la curva. Alessandro Murgia è una sua piccola creatura. Un talento che Simone ha fatto crescere sin dagli allievi e l’anno scorso, contro tutto e tutti, se l’è portano in prima squadra, dove alla sua prima stagione in serie A, ha collezionato, 18 presenze e 2 reti. Davvero niente male per un debuttante. La strada da percorrere è ancora lunga, ma contro la Juve e anche grazie a quel gol, ha fatto capire di non essere più il ragazzino della Primavera, ma un calciatore sul quale la Lazio può contare, guardare avanti con fiducia e con un futuro roseo: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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