Città Celeste Notizie Zoom UNA VITA DA LAZIALE- Cirù, San Gennaro e il mito di Icaro
Zoom

UNA VITA DA LAZIALE- Cirù, San Gennaro e il mito di Icaro

cittacelesteredazione
La nuova rubrica di Cittaceleste: commento alla partita biancoceleste attraverso gli occhi del tifoso

di Simone Cesarei

ROMA- Passo lento, testa bassa e voce smorzata: è un sabato sera amaro, quello del laziale. La partita del San Paolo ha lasciato addosso una delusione difficile da digerire. C'è chi era pronto a bere per festeggiare, e ora dovrà farlo per dimenticare. Trastevere sembra cupa, Roma è in silenzio. I mille laziali accorsi a Napoli tornano a casa con molto più di un amaro in bocca. Gli azzurri di Sarri hanno offerto una lezione di calcio, dimostrando sul campo il motivo per cui sono primi in classifica. Eppure la Lazio c'era, senza alcun timore reverenziale. La Lazio era lì, in mezzo al campo, a combattere su ogni pallone. Il problema è che le partite non durano 45 minuti. Tutti ci avevamo creduto, dopo quei 45 minuti. Un primo tempo perfetto, in cui la squadra ha interpretato la gara esattamente come l'aveva preparata il suo allenatore. Testa alta e petto in fuori, Napoli annientato. Pronti-via, neanche il tempo di mandar giù il primo sorso di birra e l'aquila vola alta sopra al San Paolo, porta la maglia numero 3 e si chiama de Vrij, o forse era Immobile. Stefan dice che l'ha toccata, ci fidiamo. 0-1 Lazio, che poteva essere anche due o tre a zero. Il Napoli lascia spazio, Ciro non ne approfitta. Che ti succede Cirù? Meno lucido del solito, ma comunque determinante, e mai in discussione. Strakosha sonnecchia, Sergej bullizza i centrocampisti partenopei. Un tunnel di quà, un sombrero di là, ma quanto è bello vederlo giocare? Al pub si alzano "olè" ogni volta che Milinkovic tocca il pallone, c'è euforia. Napoli neutralizzato, innocuo e chiuso in un angolo: cosa mai potrà accadere?

IL MITO DI ICARO

Forse qualcuno lo ha studiato a scuola, o forse non ne avete mai sentito parlare. Il mito di Dedalo e Icaro è una delle storie fondanti della cultura greca. Per sfuggire dalla torre più alta della prigione di Creta, dove il re Minosse li aveva rinchiusi, Dedalo e suo figlio Icaro decisero di escogitare un piano che gli permettesse di sfuggire alla terribile sorte che li attendeva. Mente geniale ed abile artigiano, Dedalo costruì delle ali e in una notte stellata, padre e figlio decisero di buttarsi nel vuoto, riuscendo a volare. Subito Icaro, che aveva solamente 10 anni, cominciò a volteggiare incredulo, ma il padre lo ammonì, avvertendolo di non volare troppo vicino al sole. Con lo spuntare dell'alba però, Icaro non potè resistere alla tentazione di vedere da vicino la fonte di ogni forma di vita, e ben presto i raggi del sole sciolsero la cera che teneva insieme le sue ali. Icaro precipitò nel mare profondo, incontrando il suo destino tra le lacrime di disperazione del padre.  C'è molto di Icaro nella Lazio di Inzaghi, fin dall'inizio della stagione. I biancocelesti sono una squadra che non ha paura di uscire palla al piede dalla difesa, che non butta mai il pallone, che non modifica il proprio sistema di gioco anche davanti all'avversario più duro. Inzaghi ha deciso di giocarsi la partita del San Paolo a viso aperto, senza catenaccio e ripartenze, come hanno fatto altri che sono riusciti a strappare il risultato nella tana degli azzurri. La Lazio ha provato ad imporre il proprio gioco in casa della capolista, e per 45 minuti ci è riuscita, fino a quando la cera che teneva insieme le sue ali non si è sciolta.

CE RIPIGHIAMM TUTT CHELL' CHE U NUOST'

Siano maledetti quei secondi 45 minuti. Non so cosa sia successo nell'intervallo, non so cosa possa aver detto Sarri ai suoi per caricarli tanto da tramortire la Lazio in due minuti. Sicuramente il gol di Callejon sul finire del primo tempo ha aiutato i napoletani, e forse anche le preghiere a San Gennaro avranno fatto il loro effetto. Fatto sta che Wallace sbaglia porta, Zielinski devia per caso in rete un tiro innocuo di Mario Rui e Mertens fa Mertens. 4-1 il risultato finale, proprio come all'andata. Troppe analogie con la gara dell'Olimpico per considerarle un caso. C'è tanto da lavorare, specialmente sulla tenuta mentale degli uomini di Inzaghi, ma guai a mettere in discussione una squadra che sta andando oltre ogni aspettativa. Roma è una piazza difficile, e si sa. Gli umori possono cambiare nell'arco di due partite, ma è importante che il tifoso laziale resti lucido e concentrato verso un unico obiettivo. Critiche eccessive ed allarmismi non servono a nessuno, bisogna continuare a sostenere la Lazio, senza se e senza ma. Mortificare giocatori che, a volte si fa fatica a ricordarlo, sono esseri umani, imperfetti come tutti, non serve a nessuno. Tutti allenatori, a partita finita. Ognuno di noi avrebbe saputo mettere in campo la formazione perfetta per battere il Napoli, ognuno di noi è un mister a tempo perso. La verità però è che di mister ce ne è uno, ed è lo stesso che ci sta facendo esultare da un anno e mezzo a questa parte, e che bisogna continuare a sostenere ogni domenica, così come ogni giocatore della Lazio, finchè vestono questa maglia. Soprattutto nel momento più duro.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE:

Seguici anche su Facebook!