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Attenta Lazio, i giovani vanno aspettati

Acquistare giovani talenti può essere rischioso. La società capitolina dovrà avere l’abilità di non bruciarli per trasformare i diamanti grezzi in preziose gemme…

di redazionecittaceleste

di Lorenzo Ottaviani

ROMA – Gli acquisti dei due giovani portoghesi Pedro Neto e Bruno Jordao hanno suscitato emozioni diverse all’interno del tifo laziale. Alcuni considerano i 26 milioni investiti per questi due talenti uno spreco, un azzardo che probabilmente non porterà i risultati sperati, altri invece hanno definito i lusitani due potenziali campioni o fenomeni senza averli mai visti giocare. Probabilmente la cosa più saggia da fare è quella di aspettare che il campo, sovrano insindacabile, emetta il suo verdetto. Troppo spesso ci si dimentica che calciatori giovani e provenienti da un paese straniero debbano affrontare cambiamenti radicali, non solamente di squadra, ma anche di lingua, cultura, stile di vita. Insomma, non bisogna commettere l’errore di lasciarsi andare a giudizi affrettati e bollare un talento come ‘bidone’ o ‘fenomeno’ dopo una manciata di partite giocate. Basta guardare alla Lazio degli ultimi anni per fare alcuni esempi: l’attuale numero 10 Felipe Anderson arrivò all’ombra del Colosseo con le stigmati del talento cristallino, ma la prima stagione in Italia fu tutt’altro che esaltante, mentre i circa 10 milioni spesi per il gigante serbo Sergej Milinkovic-Savic sembravano un’enormità per un giocatore ancora acerbo per certi livelli. Ora sono entrambi pilastri e titolari inamovibili della squadra capitolina e attirano le attenzioni dei grandi club europei. Allo stesso modo però, può capitare il contrario. Si può finire nel dimenticatoio e non raggiungere grandi palcoscenici malgrado si venga considerati fra i talenti più cristallini della propria generazione.

DALLE STELLE ALLE STALLE

mastour

La storia è piena di potenziali fuoriclasse che si sono rivelati non all’altezza della reputazione che avevano da giovanissimi. Per farsi un’idea basta prendere ad esempio la lista stilata nel 2012 da DonBalon che raccoglieva i 100 migliori giovani. All’interno di questa erano presenti nomi come quello di Mastour, ex Milan e talento oramai sperduto. Ma non è l’unico, ecco altri esempi: Adryan (meteora a Cagliari, adesso al Sion), Anakidse (carriera di medio livello allo Spartak Mosca), Dongou Tsafack (ora al Gimnastic in Segundona), Rogelio Funes Mori (ora al Monterrey dopo esperienze poco esaltanti al Benfica), Angelo Henriquez (ex Manchester United, ora milita nella Dinamo Zagabria), Samuele Longo (a quasi 26 anni adesso gioca nel Tenerife in Segundona), Isaac Cuenca (passato in pochi anni dal Barcellona di Guardiola al Be’er Sheva), Atsu (da ‘crack’ del calcio africano all’essere uno dei tanti nel Newcastle). Insomma, starà alla Lazio mettere i propri talenti nelle migliori condizioni per esprimere pienamente il loro potenziale, consentendo così ai diamanti grezzi di risplendere. Ma non bisogna mai perdere di vista il calcio giocato. La sfida fra Lazio e Milan di domenica prossima sarà anche quella fra Simone Inzaghi e Vincenzo Montella: CONTINUA A LEGGERE

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