Lazio, Bonolis: “Biancocelesti in lotta per lo scudetto. E sul vaffa di Conte…”

Paolo Bonolis ha rilasciato alcune parole in vista della sfida di cartello della Serie A tra la Lazio e la sua squadra del cuore

di redazionecittaceleste

ROMA – I microfoni di Radiosei, a due giorni dalla sfida tra la Lazio e i nerazzurri di Milano, hanno intercettato il conduttore televisivo Paolo Bonolis. Questo è il suo pensiero sul match di Serie A in programma domenica sera:

“Mi aspetto di vedere una bella partita. Il massimo sarebbe se la Juventus e i rossoneri non vincessero. Tuttavia, ci sono delle cose dei nerazzurri che non mi piacciono. Penso, ad esempio, a Perisic. Da un giocatore del suo livello mi sarei aspettato qualcosa in più. Ma anche Vidal, ora che non può più garantire certe prestazioni a livello fisico, è diventato un giocatore normale. Sta avendo una chiara flessione. Barella invece lo trovo meraviglioso. Non si risparmia mai ed è diventato un centrocampista di grande valore. Ora è completo. Meno male che fa parte della mia squadra. Credo che il progetto sia finito lo scorso agosto. Basti pensare a Suning e alle economie cinesi. Conte questo non lo ha digerito e lo ha inteso. C’erano nelle piste che non sono state più seguite. Il tecnico salentino con la stampa ha avuto spesso dei bruschi incontri. Tutto ciò per manifestare il proprio controllo sulla situazione. Scudetto? Credo che questo concetto sia qualcosa di surreale e di valido solo sotto l’aspetto mediatico. Ci sono quattro o cinque squadre che vogliono vincere il titolo, tra queste ci metto anche la Lazio. Tra poco si tornerà a giocare anche in Europa e, visto che non ha più impegni extra campionato, la situazione potrebbe essere favorevole ai nerazzurri”.

Notizie Lazio: Paolo Bonolis
Notizie Lazio: Paolo Bonolis

SULLA LITE TRA CONTE E AGNELLI

“Faccio uno sconto a Bonucci perché si sa che è un giocatore di una certa grinta. Sul campo certe cose sono tollerabili, ma dagli spalti assolutamente no. Non le capisco. A maggior ragione se certe polemiche partono dal presidente. Se conte ha mandato qualcuno a quel paese avrà le sue ragioni. Bisognerà capire il perché di quella reazione”.

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