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Lazio, Immobile: “Scarpa d’Oro la mia vendetta, con Inzaghi tanti successi”

Immobile intervistato da Marca

La Scarpa d'Oro Ciro Immobile intervistato da Marca

redazionecittaceleste

ROMA - Solo pochi giorni fa Ciro Immobile ha potuto ricevere la Scarpa d'Oro vinta lo scorso anno grazie alle 36 reti messe a segno in un singolo campionato. L'eco dell'impresa del bomber della Lazio ha risuonato in tutto il mondo. Anche il noto quotidiano spagnolo Marca lo ha intervistato. Ecco uno stralcio delle parole del campione biancoceleste: "È stato bello aspettare il trofeo, la cosa più importante è che l’ho presa . Dopo un romanista non potevo mancare io: Toni e Totti erano giocatori straordinari e campioni del mondo. Sono orgoglioso di seguire le loro orme e vedere il mio nome tra tutti i grandi calciatori che hanno vinto prima di me. Questa Scarpa d’Oro è una sorta di vendetta, ma non contro qualcuno personalmente. Nel calcio ognuno ha il suo momento e la scorsa stagione è stato il mio”.

Immobile-Hakimi

Un sogno che si realizza per il centravanti campano, ma c'è un altro desiderio che King Ciro vorrebbe presto esaudire: festeggiare con la propria gente allo stadio Olimpico. Purtroppo l'emergenza sanitaria non permette questa possibilità e difficilmente si potrà entro fine stagione. Da oggi gran parte dell'Italia è di nuovo in zona rossa, Immobile ha raccontato qualche aneddoto della propria quarantena in famiglia: "Ho scoperto la passione per la cucina e per il giardino. Poi ballo con mia moglie e i miei figli. Questo mi ha fatto andare avanti. La Juve a 17 anni? É stato un cambiamento difficile per me tra due realtà completamente diverse. A quel tempo ero giovane e pieno di sogni per arrivare in Serie A. Per farlo devi sacrificarti tanto e avere un amore assoluto per il calcio. Ho lavorato duramente per arrivare a questa Scarpa d’Oro. So che molti giovani hanno questi sogni e stanno attraversando un momento difficile in questo periodo di pandemia. Ma voglio incoraggiarli: stringete i denti, non mollate, perché tutti abbiamo l’opportunità di realizzare i nostri sogni professionali. Mia madre venne a Torino per farmi tornare a casa, era il giorno del mio compleanno. Mi disse: ‘Sbrigati e torna, che ci fai qui?' Fortunatamente, per una volta, non ho ascoltato mia madre”.

Immobile dichiara amore eterno alla città di Roma e alla Lazio: "A Roma siamo felici, la mia famiglia adora la città. Insieme alla società e all’allenatore Inzaghi stiamo costruendo insieme un progetto che ci ha portato tanti successi. E vogliamo lavorare per altre gioie. È stato difficile prendere l’eredità di Klose alla Lazio. La stessa situazione mi è capitata al Borussia Dortmund dopo l’addio di Lewandowski. Non mi piacciono i confronti. All’estero ho comunque imparato molto anche se, a livello sportivo, le cose non sono andate in modo ottimale. Klopp è stato impressionante, si distingue per il suo spirito combattivo. Tuchel mi è sembrato un tipo meticoloso, un allenatore all’italiana". 

Infine una chiosa sulla Nazionale: " Non andare al Mondiale 2018 la più grande delusione della mia carriera. Ma come spesso accade, abbiamo imparato molto da questo. Con Mancini ora stiamo tenendo un ritmo fantastico e i risultati parlano chiaro. Si sente che i tifosi sono di nuovo entusiasti dell’Italia”.

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