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Lazio, ricorso respinto: confermate le due giornate a Sarri

Maurizio Sarri

Niente da fare per l'allenatore dei biancocelesti, che sarà costretto ad assistere dalla tribuna anche giovedì contro il Torino

redazionecittaceleste

È arrivata in questi minuti la comunicazione della decisione ufficiale da parte del Giudice Sportivo in merito al ricorso presentato dopo la squalifica per due giornate di Maurizio Sarri. E, per la Lazio, l’esito non è quello sperato. Per l’allenatore dei biancocelesti, infatti, non è arrivata la revoca della seconda giornata di squalifica e, di conseguenza, non potrà essere in panchina giovedì contro il Torino. Sarri tornerà allora a guidare in prima persona i biancocelesti direttamente nel derby di domenica prossima, in programma alle 18:00. Di seguito, intanto, il comunicato apparso sul sito della FIGC.

 Sarri contro i rossoneri a San Siro

Il comunicato

La Prima Sezione della Corte Sportiva D’Appello Nazionale presieduta da Carmine Volpe ha respinto il reclamo della Lazio avverso la sanzione della squalifica per 2 giornate inflitta dal Giudice Sportivo a Maurizio Sarri dopo l’espulsione rimediata in occasione di Milan-Lazio, match disputato lo scorso 12 settembre e valido per la 3ªgiornata del campionato di Serie A. Il tecnico era stato sanzionato per avere "al termine della gara, sul terreno di gioco, cercato uno scontro verbale con un calciatore della squadra avversaria, assumendo un atteggiamento intimidatorio e inveendo contro il medesimo con parole minacciose (prima giornata); nonché successivamente al provvedimento di espulsione, per avere, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, contestato la decisione arbitrale proferendo espressioni blasfeme (seconda giornata)”.

 

Sarri non ci sta

Decisione che difficilmente verrà digerita da Maurizio Sarri, che infatti sostiene di non aver proferito alcuna espressione blasfema. Queste, infatti, erano state le sue dichiarazioni nella conferenza alla vigilia dell’esordio in Europa League. “Non mi aspettavo due giornate di squalifica. Sono stato minaccioso perché ho chiesto ad un ragazzino di portare rispetto, però intanto un calciatore dei rossoneri teneva uno dei nostri per il collo. Nel tunnel ho detto all’arbitro che mi ha fatto prendere in giro da un ragazzino per un quarto d’ora per poi espellermi. Lui invece ha ravvisato bestemmie che non ho mai detto. Ci sono anche tre testimoni e ho avvisato i miei legali: anche con una sola possibilità voglio procedere per vie legali”.