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Lazio-Torino, avv. Capello: “Ecco perché non c’è stato il rinvio”

L'avvocato Capello spiega il motivo del mancato rinvio di Lazio-Torino

L'opinione del noto avvocato sul caso Lazio-Torino

redazionecittaceleste

ROMA - Si ferma ad otto il numero dei positivi in casa Torino, nessun nuovo caso, ma soprattutto nel giro di tamponi di ieri tutti i calciatori granata sono risultati negativi. Nonostante questa la gara con la Lazio non è stata disputata, visto che la Asl piemontese ha inibito la partenza verso la capitale al club di Cairo. Ieri pomeriggio la squadra di Nicola si è allenata in maniera individuale al Filadelfia con una parte atletica e una aerobica.

 I calciatori biancocelesti sul prato dell'Olimpico

La Lega non ha di fatto ancora rinviato la partita, da prassi dovrebbe configurarsi il 3 a 0 a tavolino per i biancocelesti, ma tale opzione non è così scontata. La decisione del Giudice Sportivo dovrebbe arrivare venerdì. Intanto ai microfoni di Tuttomercatoweb è intervenuto l'avvocato Pierfilippo Capello che ha ipotizzato l'evoluzione della vicenda: "L'iter sarà il medesimo di Juventus-Napoli. Non ci sarà rinvio del match e verrà certificato il 3 a 0 a tavolino con penalizzazione di un punto per il Torino. Il club granata poi farà ricorso. Perché non rinviare subito? A mio avviso per un motivo di principioLa Lega non vuole fare passare che se qualcuno ti impedisce di giocare scatta subito il rinvio. La circostanza deve essere eccezionale, così la Lega vuole che sia il Giudice a dire che si può non giocare. E in ricorso il Torino farà valere le proprie ragioni. Il principio che chi non gioca viene punito deve rimanere. E personalmente credo sia giusto il principio della Lega. Se poi un club avrà ragione la giustizia sportiva farà il suo corso”.

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