Marusic, nato sotto una buona stella?
di Lorenzo Ottaviani
ROMA - "Alzati, entri tu". Saranno state queste le poche, semplici parole che Simone Inzaghi ha rivolto ad Adam Marusic domenica scorsa, durante il secondo tempo della finale di Supercoppa Italiana. La Lazio sta vincendo e convincendo, 2 a 0 su una Juventus tramortita ma ancora non abbattuta. Il tecnico piacentino pensa così di tarpare le ali ai bianconeri cambiando gli esterni di centrocampo: fuori Lulic e Basta per Lukaku e Marusic appunto. L'impatto dei neo-entrati sul match è però diametralmente opposto, difatti tutti abbiamo ancora negli occhi l'azione travolgente del belga sulla sinistra e l'assist al centro per il definitivo 2-3 siglato da Murgia. Invece il montenegrino commette fallo da rigore - non nettissimo, per la verità - e manda sul dischetto Paulo Dybala che, come la tradizione impone, segna e pareggia i conti a pochi minuti dalla fine. La Dea Bendata però stavolta ha sorriso a tutti i laziali, ma soprattutto al numero 77.
SLIDING-DOORS
Sono quei momenti che possono cambiare la carriera di un calciatore, soprattutto se si tratta di un esterno di 24 anni proveniente dal Belgio e che deve ancora farsi conoscere dal suo nuovo pubblico. Non dimentichiamo che il primo acquisto dell'estate biancoceleste era sconosciuto ai più e che solo in seguito al buon pre-campionato alcuni hanno iniziato a ricredersi sul suo conto. Senza la rete decisiva dell'ex-Primavera Murgia il match sarebbe continuato ai supplementari e chissà quale sarebbe la stata la fine. Sicuramente sarebbe stato terribile per Marusic essere ricordato come l'uomo colpevole di aver strappato la coppa dalle mani della Lazio per consegnarla ai bianconeri.
PARAGONI
Ma il calciatore nato in Serbia potrebbe seguire le orme di un suo ex-compagno di squadra dell'Oostenda che ora ha ritrovato alla Lazio, quel Jordan Lukaku arrivato in sordina e che dall'anno scorso ha continuato a scalare posizioni nella testa di mister Inzaghi. La speranza è che anche Marusic possa riuscire a ritagliarsi i suoi spazi e diventare una nuova ed importante freccia all'interno della faretra biancoceleste, anche perché le qualità ci sono: velocità, resistenza e un piede piuttosto educato. La fortuna ha graziato Adam la prima volta, adesso starà a lui convincere il popolo biancoceleste e conquistare un posto da titolare in squadra. Un giocatore biancoceleste che ha invece troneggiato nella finale contro la Juventus è stato Fortuna Wallace. Che questo sia l'anno giusto per la sua consacrazione? CONTINUA A LEGGERE
13
© RIPRODUZIONE RISERVATA