. Tante volte gli è stato suggerito di compiere un passo indietro (mantenendo la proprietà e le funzioni di presidente) introducendo figure manageriali o di rappresentanza (ancora meglio se laziali) che lo aiutino a dividere le responsabilità di gestione e di relazioni esterne con lui e il ds Tare, a cui appartiene un ruolo specifico

LA DIRIGENZA

Il punto due riguarda la società e rappresenta l’elemento ancora sconosciuto. Lotito non vende la Lazio, ma dopo dodici anni ha capito (almeno sembra) di dover svoltare, avverte la necessità di modificare indirizzo, ha bisogno di rilanciare e di provare a recuperare il rapporto con la piazza. Dice di voler rendere la società, e non solo la squadra, più competitiva. Cosa significa lo capiremo entro metà giugno. Tante volte gli è stato suggerito di compiere un passo indietro (mantenendo la proprietà e le funzioni di presidente) introducendo figure manageriali o di rappresentanza (ancora meglio se laziali) che lo aiutino a dividere le responsabilità di gestione e di relazioni esterne con lui e il ds Tare, a cui appartiene un ruolo specifico. Può essere questo? Oppure sta facendo valutazioni diverse? Non c’è una risposta certa. Tante volte Lotito ha pensato stravolgimenti senza poi metterli in pratica. Un conto sono le idee, un altro le azioni. La fase di riflessione, però, è in corso. Quindi bisognerà aspettare e capire le prossime mosse. Non si può più sbagliare: CONTINUA A LEGGERE

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