Proseguono i contatti con la Juve. Ecco l'alternativa altrettanto importante richiesta da Inzaghi al posto del Balde giovane
ROMA - Non si ferma al palo, Keita, va oltre. Poco importa che si sia spento dopo 6’ in finale di Coppa Italia, sono bastati a far innamorare la Juve. Marotta ora fa sul serio e, dopo aver riallacciato i contatti con l’agente Calenda, prova a sondare il terreno con Lotito. Il presidente non vorrebbe cedere il suo Balde giovane ai bianconeri, ma teme che lui possa accordarsi a parametro zero. Per questo al momento risponde con la diplomazia e cerca di trarre il miglior profitto: secondo le nostre indiscrezioni, con l'avallo di Inzaghi, la Lazio avrebbe chiesto in campo il croato Pjaca, rimasto sei mesi ai box per un terribile crack al ginocchio (pagato 23 milioni la scorsa estate alla Dinamo Zagabria), ma comunque un giocatore forte in prospettiva. La Juve ci pensa e nelle prossime settimane la trattativa potrebbe decollare. Alla finestra rimane anche il Milan, pesantemente in gioco con 20 milioni, nonostante la preferenza del Balde giovane per Torino in Italia.
ESPLOSIONE
Mai un Balde così: Keita sette bellezze solo nelle ultime cinque partite, meglio di Messi (a quota 6) e Cavani (5), per intenderci dal 22 aprile in poi. In totale 15 centri (impossibile dimenticare la doppietta nel derby) in questo campionato. Triplicato il record di 5 reti, in un anno ecco l’intero bottino degli ultimi tre. Capito perché tutti adesso sono pazzi di Keita? Il Napoli s’era interessato due mesi fa (proponendo lo scambio con Zapata e Giaccherini), il Milan non ha mai smesso di pensarci e crederci da gennaio, con Fassone e Mirabelli tornati alla carica con un ingaggio di 2 milioni a stagione. Sabatini voleva portarlo alla Roma, adesso è in ritardo per convincere l’amico Calenda a trascinare il suo figlioccio all’Inter. Inzaghi prova un’ultima disperata intermediazione per bloccarlo dov’è, ma Lotito non si spingerà oltre gli 1,5 più bonus per l'ultima offerta di rinnovo. Perché è vero che l’esplosione del senegalese adesso è evidente, ma nessuno ha dimenticato il frastuono provocato da Keita fra luglio e gennaio. E forse non c’è miglior momento (nonostante la scadenza nel 2018) di “liberarsi” di questo bimbo monello senza portarsi oltremodo il fardello: CONTINUA A LEGGERE
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