IL CASO – I dolori della “riserva” Candreva sono sempre più forti!

IL CASO – I dolori della “riserva” Candreva sono sempre più forti!

Era già successo alla vigila della sfida col Verona, la “triste” storia si ripete col Galatasaray. Ormai l’esterno non è più titolare da tre gare di seguito e vuole andar via

Patto

ROMA – Sempre più dolori per il “vecchio” Candreva. Al fotofinish un’altra esclusione per far posto  non certo al miglior Felipe. Al 58’ Antonio lo sostituisce, ma a Istanbul non entra certo in campo con la rabbia giusta. Sembra quasi fin troppo deluso, stanco. Ha una buona mezz’ora per far vedere chi è e per benedire come ai bei tempi una vittoria della Lazio in trasferta. Poco o nulla, qualche cross interessante, un paio di tentativi senza molte pretese, non è questo il vero Candreva. Pioli spergiura di non averlo “castigato” per il pizzico alla caviglia col Napoli, eppure per la seconda volta di seguito lo illude alla vigilia e poi l’abbandona in panca alla resa dei conti. Era già successo alla vigila della sfida col Verona, la “triste” storia si ripete col Galatasaray. Ormai l’esterno non è più titolare da tre gare di seguito. A Genova era out per la distorsione. Nonostante le smentite pubbliche, a Formello assicurano che Pioli non abbia mai creduto a questa diagnosi: per il tecnico Candreva s’è tirato fuori col Napoli.

RISERVA – I dolori di Candreva sono sempre più forti. Ormai non scende in campo dal primo minuto addirittura dal 3 febbraio, da quando sul 2-0, al 39’, Antonio s’era accasciato a terra e chiesto il cambio. Forse per disperazione, per evitare un’altra figuraccia all’Olimpico. Pioli non vuole gente “rassegnata”, ma così s’allarga la crepa fra la Lazio e il suo giocatore più rappresentativo. Ormai ci sono davvero pochi dubbi. Lui che aveva promesso amore a vita, adesso è pronto lasciare Roma a giugno. Arrivano forti conferme persino dal suo entourage, il gelo lo possono respirare tutti. La domanda è: questa squadra oggi può già far a meno d’Antonio, il suo miglior talento? Cinque giornate fa sembrava risorto: aveva inventato rigori, benedetto gli assist, moltiplicato i gol col Chievo. Aveva messo il turbo e santificato tutta la Lazio: ottavo gol stagionale e quarto assist. Era partito a razzo col Napoli, poi la nuova implosione. Candreva aveva maldigerito di nuovo i fischi, nemmeno uno sguardo con Pioli. Tempo fa c’era stato un mezzo chiarimento, finzione. Solo un atto formale di pacifica convivenza. Perché in realtà Antonio non ha mai mandato giù la soluzione della fascia da capitano, consegnata proprio dal tecnico a Biglia.

ITALIA – Per questo continua a rifiutare quella “pezza” part-time, ma ora Pioli lo relega pure a un impiego part-time. Felipe sostituito a Istanbul per essere di nuovo titolare dopodomani col Frosinone? Meglio non guardare cosa successe all’andata, Candreva rimase in panchina per 90’. Forse un presagio, ma allora la storia andò diversamente. Antonio era reduce da un altro infortunio alla caviglia ed era appena stato richiamato da Conte, dopo 20 giorni ai box. Ovviamente subito titolare in Nazionale e miglior fratello d’Italia. Subito in gol, sette giorni dopo, contro l’Azerbaijan a Baku sotto lo sguardo di Lotito. Un padre che non aspetta più un figliol prodigo di Lazio.

Cittaceleste.it

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy