FIGC, Gravina: “Vogliamo gli Europei con il pubblico. E sulla Superlega…”

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha detto la sua sul possibile ritorno del pubblico negli stadi. Dopodiché ha parlato anche della Superlega

di redazionecittaceleste

ROMA –  Il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina, qualche ora fa ha rilasciato alcune parole ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Il numero uno della FIGC ha parlato sia della presenza del pubblico negli stadi, che della riforma che cambierà il calcio nei prossimi anni. Dalla prossima estate si punterà a far tornare i sostenitori negli impianti sportivi, in concomitanza con gli Europei di calcio.

“Stiamo lavorando sull’ipotesi di avere il pubblico all’Olimpico per gli Europei. La capienza sarà ridotta. La Nazionale ha fatto tornare l’entusiasmo nelle gente, prima si era un po’ smarrito. Il merito è soprattutto del commissario tecnico Mancini. Ma anche del Club Italia che è sempre stato molto vicino all’organizzazione. Con il CT abbiamo un ottimo rapporto e ci confrontiamo spesso. Lo faremo anche in tempi più brevi. La Federazione non potrà mai mettersi a competere con un club. Dopo gli Europei? Non abbiamo un piano B. Roberto ci poterà al Mondiale e stiamo facendo un mondo che rimanga anche dopo. Conoscendolo, mi sorprenderebbe se volesse interrompere così il suo lavoro”.

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LA SUPERLEGA – Gabriele Gravina, dopo aver detto la sua sulle intenzioni di far tornare i tifosi sugli spalti, ha rilasciato alcuni commenti anche sulla questione Superlega. Ecco che cosa ha detto il presidente della Federcalcio:

“Sono assolutamente contrario alla Superlega. Dobbiamo salvaguardare la territorialità del nostro mondo. La UEFA non ha alcuna intenzione di mortificare le competizioni nazionali. Troveremo una soluzione per far crescere il calcio in Italia e in Europa. Vogliamo investire affinché il prodotto susciti sempre più interesse intorno a sé. Sogno una riforma qualitativa per il calcio italiano, e non quantitativa. Qualcosa che riguardi tutto il sistema. Dobbiamo ritracciare le linee dell’area professionistica e di quella dilettantistica. Un club che retrocede dalla A alla B non ce la fa, il paracadute non basta. Perciò bisognerò agire sulla redistribuzione delle risorse. Stiamo pensando a due gironi di Serie B”.

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