Il tecnico smorza i toni in attesa dell'incontro definitivo con Lotito

ROMA - Non ti muovere, Inzaghi, non fiatare più. Il piano c’è, le strategia da seguire - con o senza i big - pure. Confronto fra il tecnico e il diesse Tare ieri, dopo l’appuntamento istituzionale al Coni con l’ex mental coach Popolizio. Non c’è ancora l’incontro per la firma sul rinnovo (sino al 2021, a salire, oltre il milione di euro), solo perché Lotito è indaffaratissimo con la Serie B (ancora non c’è il numero legale per l’elezione del presidente) e altre grane (slittata al 5 giugno l’udienza di fronte al tribunale del riesame di Milano sulla questione Infront). La panchina non è in discussione, né da una parte né dall’altra, ma Simoncino freme per pianificare il futuro (a breve l’ufficializzazione del ritiro di Auronzo dall’8 al 22 luglio) e vuole lavorare il prima possibile con la rosa definitiva. Intanto, dopo le frecciate dei giorni scorsi, l'allenatore smorza un po' i toni a IlMessaggero: «La società mi è sempre stata vicina e non fa mancare niente, mi ha assecondato in tutto e per tutto». Da stilare anche l’elenco degli epurati e di chi rientrerà dai prestiti: «Non riscatteremo Morrison (a 2,5 milioni, ndr)», ufficializza per esempio il Qpr. E di certo Inzaghi non lo riabbraccerà. Tare lavora anche ad altre uscite: punto della situazione con l’agente Lucci per Djordjevic, l’altro assistito Murgia sarà un perno dell’anno che verrà come vice-Biglia. Anche se il capitano continua a tergiversare sulla firma, dopo la richiesta del Milan, pronto ad accontentare Montepaone anche sulle commissioni (più di due milioni).

Inzaghi-lazio

RISVOLTI

Toglietegli tutto, ma non Lucas. Inzaghi proprio non ha alcuna intenzione di rinunciare al fulcro del gioco biancoceleste. La permanenza del regista argentino per il mister è persino più importante di quella del pupillo Keita. Forse perché in fondo - contro l’interesse della società, ma non della squadra - il Balde giovane potrebbe comunque restare un anno a Formello. No al Milan, Keita vuole sole la Juve, pronta a prelevarlo a parametro zero nel 2018 con 4 milioni di stipendio. I rossoneri sono disposti a spingersi sino a 20 subito per il suo cartellino, i bianconeri invece adesso giocano al ribasso. E oltretutto Lotito non vorrebbe mai cedere un suo gioiello a chi lo ha ostacolato in Figc. Intanto nessuno tocchi Milinkovic, è incedibile: «Mio fratello è un tifoso della Lazio, dove gioca il nostro Sergej - rivela il campione del tennis Djokovic - che potrebbe diventare il nuovo beniamino serbo. Trovo molto strano che non riesca a trovare posto in Nazionale». Di nuovo solo la convocazione dall’Under 21 serba. Pre-convocati invece dall’Olanda lo squalificato (con Keita e Lulic) Hoedt e il convalescente de Vrij, sempre in odore d’addio fra United, Valencia e Atletico: «Assurdo farlo passare come malato perché è uscito in alcune partite, è pericoloso per la società e il giocatore stesso, che può essere oggetto di mercato», tuona Diaconale, responsabile della comunicazione. Che aggiunge: «La società rafforzerà la squadra e raggiungerà successi ancora più grandi».

IL MISTERO

Lotito è però arrabbiato per un quarto posto che rischia di sfuggire sul filo di lana (vale oltre 900 mila euro e può essere utile nella ripartizione dei diritti tv). Non sarà facile difenderlo contro un Crotone in lotta salvezza e con una squadra in assoluta emergenza: oltre gli squalificati, ancora indisponibili Marchetti e Lukaku, ieri esami al ginocchio per Parolo, che tenta in extremis il recupero. Ma la formazione sarà comunque da inventare. Strakosha ancora a rischio per l’influenza, possibile bis per Vargic: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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